Apreamare licenzia, la catena della disperazione di 52 operai a Torre Annunziata
Lo avevano promesso nei giorni scorsi e ieri mattina lo hanno fatto. In piedi, dinnanzi all’azienda che ha tolto loro il lavoro e la dignità. Sotto il sole rovente, ogni tanto cercano sollievo con un po’ di acqua fresca. Le mani con i segni della fatica di quei lunghi anni passati sotto quei capannoni, ora sono solo stanche. Affaticate dalla lotta per la sopravvivenza. Sono i 52 operai dell’ Aprea Mare a Torre Annunziata licenziati dall’azienda e ora in mobilità. Chiedono rispetto, dignità e prima di tutto di non essere discriminati. Loro messi alla porta perché “l’azienda non ha la possibilità di sostenerli” ma poi rimpiazzati da altri lavoratori che invece hanno preso il loro posto. E’ questo quello che non riescono a mandar giù, essere stati discriminati eppure “noi siamo gente uguale agli altri” urlano. “L’azienda non ci rispetta e non rispetta famiglie di lavoratori perbene. Abbiamo dato il sangue in questa azienda – racconta Salvatore Scarrico – abbiamo rispettato ogni orario di lavoro, non ci siamo mai lamentati e abbiamo sempre onorato il nostro posto di lavoro, per avere cosa poi, un giorno all’altro essere messi alla porta”.
Autore GIOVANNA SALVATI