Salerno onora la memoria di Carlo Falvella



SALERNO - In molti hanno aderito al corteo di ieri in ricordo di Carlo Falvella, il giovane morto nel 1972, vittima di un omicidio a sfondo politico, nel centro di Salerno quarant’anni fa. Più di cento i giovani che hanno voluto essere presenti al saluto del loro camerata, anche dalla capitale si sono mossi per essere presenti alla commemorazione dell’anniversario della giovane vittima. CasaPound Salerno in prima linea, la quale ha organizzato il corteo in memoria di Falvella, segnando il punto di ritrovo in piazza della Ferrovia. “Non non vogliamo appropriarci della morte di Carlo Falvella”; ha dichiarato il portavoce di CasaPound Salerno, Luca Lezzi, “Carlo, insieme agli altri ragazzi uccisi per motivi politici ed ideologici, ha rappresentato un Italia in una deriva non democratica. Vogliamo ricordare che Carlo fu ucciso dall’odio di matrice anarchica e comunista, cosa che la lapide edificata dal Comune non dice”. Il corteo ha sfilato in rigoroso silenzio per il corso Vittorio Emanuele, al suono di un tamburo che ritmicamente scandiva il ritmo, attirando l’attenzione delle persone che passeggiavano per le vie del corso. Armati di tricolore e striscione hanno così percorso sotto gli occhi incuriositi dei passanti la via fino ad arrivare al monumento eretto in ricordo della giovane vittima, in via Velia, voluto dall’amministrazione comunale. Qui i partecipanti al corteo hanno dato il loro ultimo saluto al ricordo dell’ingiusto destino che ha colpito Carlo quarant’anni fa per motivi meramente ideologici. “E’ tempo di finirla con queste ideologie che impediscono il confronto”, ha spiegato Luca Lezzi, “abbiamo superato gli schematismi del Novecento, bisogna aprirsi alle idee, alle proposte, fatte in maniera democratica,. Noi di CasaPound non rappresentiamo una deriva ideologica, siamo aperti al confronto”. E per Carlo Falvella anche nella mattina di ieri l’asspciazione ‘Tradizione futuro e libertà’ ha voluto ricordarlo, ripulendo il monumento dal degrado a cui era abbandonato, e piantando una pianta in segno di rinascita: “Rinascita di una nuova mentalità politica, fatta di idee e di confronto”, ha lanciato questo  messaggio Rosario Peduto, spiegando il valore culturale del ricordo di quella triste vicenda.

Autore D. LUCA MARRAZZO (FOTO IDA BASSI)
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