|
Apocalisse Viareggio, 15 morti e 36 feriti: 12 gravi
30/06/2009 -
VIAREGGIO (LUCCA) - Quindici morti tra cui due bambini, 36 i feriti di cui 12 sono gravissimi, un migliaio le persone evacuate. E’ il primo bilancio della tragedia che ha messo in ginocchio Viareggio. Tre violente esplosioni e un vasto incendio a causa dalla fuoriuscita di gpl dalle cisterne trasportate da un convoglio merci deragliato intorno alla mezzanotte vicino alla stazione che attraversa il centro. Due palazzine sono crollate. Altre cinque sono state coinvolte dall´incendio e per ore si è scavato alla ricerca di persone disperse. I feriti, tra cui molti ustionati, sono stati distribuiti tra gli ospedali di Pisa, Massa Carrara, Firenze, Parma, Roma e Genova. “Ho sentito un esplosione e sono uscito in strada insieme ad altri volontari - ha raccontato un volontario della Croce verde di Viareggio la cui sede è stata travolta dall´incendio - e ci siamo trovati le fiamme di fronte a noi e, purtroppo, un corpo carbonizzato a terra. E´ stata una scena terrificante”.
Intanto, ieri pomeriggio è stato proclamato lo stato d’emergenza per Viareggio. “Lo decreteremo gia’ nel prossimo Cdm”, ha annunciato il presidente del Consiglio Berlusconi che ha visitato il luogo del disastro. Il governo garantirà la ricostruzione del 100% delle case distrutte”. Berlusconi è stato accolto da applausi ma anche fischi e urla. La contestazione nei confronti del premier è proseguita anche dopo l’ingresso del Cavaliere nella sede del comune, che è stata blindata dalle forze dell’ordine. Il premier ha effettuato un sopralluogo alla stazione e si è soffermato con i vigili del fuoco.
Appresa la notizia dell’incidente alla stazione di Viareggio, Benedetto XVI ha espresso “profonda partecipazione” al “dolore che colpisce l’intera città’” e mentre prega “per quanti sono tragicamente morti” invoca “la guarigione per i feriti”. Il papa lo scrive in un telegramma inviato all’arcivescovo di Lucca, monsignor Benvenuto Castellani e reso noto dalla sala stampa vaticana. Intanto, per tutta la giornata, i viareggini hanno vagato tra le macerie, la stazione, l’ospedale e il Comune: l’esplosione che ha squarciato la notte ha sconvolto la vita della città: fin dai primi istanti successivi allo scoppio del gas fuoriuscito dal vagone cisterna la gente si è riversata in strada, per aiutare i soccorritori, per cercare i propri cari, oppure soltanto per paura.
E con il passare delle ore il viavai è aumentato fino a quando davanti al municipio, dove è stato allestito il centro dei soccorsi, si è formata una piccola folla di alcune centinaia di persone, riunite in capannelli. Arriva anche la spiegazione del disastro. Il gas di petrolio liquefatto (gpl), fuoriuscito dal vagone cisterna che ha deragliato alla stazione di Viareggio, a contatto con l’aria si è trasformato in nube che ha poi trovato un innesco: da qui la deflagrazione con la potenza di una bomba. I danni sono stati causati nel raggio di 300 metri. A spiegare le modalità dell’incidente è stato l’ingegner Sergio Basti, direttore centrale per l’emergenza del Dipartimento dei vigili del fuoco.
“La ferrocisterna che trasporta 30 metri cubi di gpl - spiega Basti - per un guasto tecnico si è ribaltata, il fasciame si è rotto e il gas liquido è uscito. A contatto con l’aria si è trasformato in una nube di gas che ha invaso la massicciata e si è stratificata in basso. Una scintilla può aver causato la esplosione che è stata devastante”.
Secondo la Ferrovia dello Stato sono stati cinque i vagoni del treno merci su cui si è verificata l’esplosione alla stazione di Viareggio che sono deragliati. E c’è anche la conferma che non c’è stato alcuno scontro tra convogli. Per ripristinare la linea ferroviaria serviranno due giorni. A sostenerlo è stato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, sottolineando che “ci vorranno almeno ventiquattr’ore per svuotare dal gas le cisterne e altre ventiquattro per riattivare la linea ferroviaria”. E’ stato attivato, inoltre, il numero verde gratuito 800 892021 per tutte le informazioni sulle modifiche del percorso dei treni. Ma è sul bilancio delle vittime che le parole di Bertolaso diventano come macigni. “Il numero delle vittime è probabilmente destinato a salire in quanto qualcuno dei feriti non ce la farà.
|
Visualizza l'Archivio Approfondimenti
|
|
|
|


|