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Maghi del Pc e degli sms, ma la grammatica è tabù
Italiano e matematica: i ragazzi hanno una preparazione scarsa
06/08/2010 -
Maghi con il Pc, abili con i nuovi linguaggi della tecnologia, malati di simboli e abbreviazioni da sms, eppure disastrosi in grammatica e sintassi. I risultati dei test Invalsi inchiodano i ragazzi delle scuole medie.
Sbagliano i pronomi, non sanno che cosa sia un aggettivo, vanno in crisi sui tempi dei verbi, fanno confusione su congiuntivi e avverbi.
La prova Invalsi dimostra che per schiere di teenager l’italiano resta un estraneo anche dopo aver passato in classe cinque anni di scuole elementari e tre di medie.
In moltissimi arrivano infatti all’esame di terza media con la grammatica che resta materia ostica e astrusa.
La prova? Due volte su tre cadono in errore al momento del test Invalsi. E non è che le cose vadano molto meglio in geometria.
Tanto che se il 21,6% all’esame nelle prove Invalsi si è portato a casa voti dall’otto al dieci, le insufficienze sono state ben il 36,7% e i sei il 21,6%.
A raccontare studenti in crisi e una scuola che spesso non riesce a insegnare le basi, sono i risultati della prova di quest’anno che fotografa un Paese a due velocità anche tra i banchi: con il Nord dai risultati migliori ed un sud parcellizzato tra eccellenze e divari che si approfondiscono. Giunta alla terza edizione, la prova Invalsi ha visto 585mila iscritti nelle 5.900 scuole secondarie applicarsi ai test di italiano e matematica messi a punto dall’Istituto nazionale valutazione del sistema educativo di istruzione.
Sul fronte matematico la quota di risposte giuste è stata del 51%, mentre la geometria ha trovato più impreparati e confusi gli studenti.
Divisi nei risultati delle prove Invalsi anche per genere e nazionalità: meglio le ragazze in italiano, due punti più dei maschi che però le superano con quasi lo stesso divario in matematica. Gli immigrati nelle prove Invalsi hanno test con otto punti in meno in italiano e cinque in matematica.
Forte divario tra Nord e Sud
Dall’analisi della prova emerge che è già grave in terza media il divario tra le regioni del Nord e quelle del Sud.
Una prova di «difficoltà adeguata», che ha visto crollare il fenomeno delle “copiature” tra studenti ma che ha confermato la distanza tra il Nord e il Sud Italia, con grandi differenze, nel Meridione, tra regione e regione.
Questi, in estrema sintesi, i dati principali del rapporto sui risultati della prova nazionale dell’esame di terza media, che è stata pubblicata ieri a tre giorni di distanza dalla divulgazione dei risultati dell’esame di Stato e dalle relative polemiche sul divario Nord-Sud, per i molti (secondo alcuni, troppi), “100 e lode” assegnati nelle scuole meridionali. Proprio per rendere più omogenea la valutazione sul territorio, ieri il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha auspicato l’introduzione, anche nelle scuole superiori, di un «sistema di valutazione omologo in tutto il territorio nazionale».
Effettuato su un campione di 1.309 scuole per circa 25.600 studenti, selezionato su base regionale, il rapporto si basa sull’analisi dei risultati ottenuti dagli studenti campionati, rappresentanti i 585mila ragazzi, di 5.900 scuole medie di primo grado, che hanno sostenuto l’esame lo scorso 17 giugno.
La prova Invalsi era composta da due sezioni: una relativa alla Matematica e un’altra di Italiano, articolata a sua volta in tre sezioni: comprensione di un testo narrativo, di uno espositivo e quesiti di grammatica.
Calano gli studenti che copiano
Il primo dato significativo, sottolineato positivamente dagli stessi ricercatori dell’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione), è la drastica riduzione del fenomeno dei cosiddetti «comportamenti opportunistici», ovvero le copiature tra studenti.
Il fenomeno, presente soprattutto nelle scuole dellle regioni del Sud Italia, è praticamente crollato: si è dimezzato per la Matematica ed è diminuito in tutte le regioni meridionali anche per quanto riguarda l’Italiano.
Complessivamente, l’analisi dei risultati ottenuti dai ragazzi del campione ha permesso, annotano all’Invalsi, di «far emergere i diversi livelli di abilità degli studenti», anche se, in generale, «le prove non sono risultate difficili».
Quest’ultima osservazione pone fine alle polemiche sul livello di complessità della prova Invalsi, che invece si è rivelata abbordabile per la maggioranza degli studenti. Che hanno anche ottenuto buoni risultati.
Italiano, il 40% commette troppi errori
Per quanto riguarda l’Italiano, il 60,4% dei ragazzi ha risposto correttamente alle domande, evidenziando le difficoltà maggiori sui quesiti di grammatica, per i quali le risposte giuste sono state circa un terzo.
Matematica tabu per uno su due
In Matematica, invece, le risposte corrette sono state pari al 51,1%, con le difficoltà maggiori concentrate nelle domande di geometria.
Le macroaree regionali
Se queste sono le medie nazionali, molto diversi sono i risultati per macroaree regionali. In Italiano, per esempio, gli studenti del Nord hanno dato il 64,6% di risposte corrette, oltre 4 punti percentuali sopra la media nazionale e con un divario di ben 9 punti percentuali rispetto alle regioni del Sud, ferme al 55,4%.
Lo stesso vale per la Matematica, con il Nord a quota 54,8% di risposte corrette, una media nazionale del 51,1% e un Meridione al 46,6%. Inoltre, le stesse regioni del Mezzogiorno presentano situazioni molto differenti, con Calabria, Sicilia e Campania in coda alla classifica per entrambe le materie valutate.
Gli studenti immigrati in netto ritardo
Infine, si conferma il ritardo degli studenti immigrati che, in media, ottengono risultati sensibilmente inferiori rispetto agli italiani.
I differenziali sono di 8,3 punti per Italiano e di 5,2 per Matematica, ma arrivano a 12,7 e 13,3 punti in Italiano e a 8,9 e 8,8 punti in Matematica, rispettivamente nel Nord-Ovest e nel Nord-Est del Paese, mentre la distanza è marginale nelle regioni del Centro Italiua e ancora meno evidente in quelle del Mezzogiorno e del Sud in generale.
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