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Nozze in calo, aumentano i divorzi: le statistiche nel napoletano
In 35 anni i matrimoni in Italia si sono dimezzati, colpa della crisi
NAPOLI -
30/01/2010 -
In 35 anni i matrimoni in Italia si sono dimezzati, lo certifica un dossier dell’Istat secondo il quale si è passati dai 400mila a 250mila nozze celebrate. Da un lato una crisi economica che anno dopo anno limita le ambizioni dei giovani, dall’altra uno stile di vita nel quale il “grande passo” ha sempre meno fascino e significato. Ma a pesare di pù, secondo l’Istat è la mancanza del “posto di lavoro” che sopprime il desiderio di mettere su famiglia. Tuttavia, il calo dei matrimonio va letto a seconda delle regioni italiane, nelle quali, esiste una media altalenante che spesso si dissocia con una forbice molto ampia dalla media nazionale. E’ il caso della Campania, dove la tradizione del “sì” sull’altare o in municipio resiste anche alla crisi e alla rivoluzione degli stili di vita.
Napoli e provincia: un dato in controtendenza I numeri dicono che la corsa al matrimonio resiste nel capoluogo campano e nelle città della sua provincia, nonostante la crisi, la disoccupazione e la povertà. Il dossier all’ombra del Vesuvio parla di percentuali che sono quasi uguali a quelle degli anni precedenti, infatti, si è passati dai quasi 38mila matrimoni degli anni passati, ai circa 36.500 degli ultimi anni, segno che in provincia rimane acceso il desiderio di sposarsi. Tanto che se la media nazionale dice che solo 4 persone su mille “pensano” di sposarsi, nel napoletano il rapporto sale a 6 individui su 1000.
Ma a Napoli aumentano anche i divorzi Più matrimoni vuol dire, purtroppo, anche più separazioni. E’ l’altra faccia della medaglia di Napoli e provincia. In Italia negli ultimi i divorzi anni sono aumentati di circa il 4,5%, e sono sempre più spesso le donne quelle a fare uso dell’annullamento legale del matrimonio (71,7% delle donne contro il 56% degli uomini). Anche in questo caso la media napoletana s’impenna ed è più alta di quella nazionale. Qui, in media i rapporti coniugali durano circa 10 anni e in Campania ci sono i primati di maggior numero di separazioni con figli affidati, pari al 60,6%, e del maggior numero d’affidi di minori alle madri 92,5%. Valori che invece girano a favore del capoluogo campano, riguardano l’affidamento congiunto. Altro primato negativo per la Campania è il tasso dell’assegno familiare, infatti, l’importo medio mensile dell’assegno raggiunge valore massimo a Bolzano, pari a 503,63 euro, mentre il valore più basso si registra in Campania con 310.06 euro.
RAFFAELE SCHETTINO
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