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Polemiche e indignazione per lo spot sul «sexy niqab»

Il velo arabo collegato alla sessualità, sbarca nei cinema

04/02/2010 -

Già fece scandalo su alcuni siti online tedeschi ora è pronto a sbarcare nei cinema e c'è già chi giura che lo scandalo saràò ancora più grosso. E' il provocatorio spot sexy di Liaison Dangereuse, azienda d'intimo tedesca, in cui il niqab, il classico velo arabo che copre completamente il corpo delle donne, è associato alla sessualità e alla sensualità femminile.


Protagonista della réclame è Miriam Wimmer, famosa modella tedesca dai capelli scuri che dopo essere uscita dalla doccia e aver applicato il mascara sulle sue ciglia, comincia a indossare lingerie provocante. In sottofondo una musica mediorientale accompagna le immagini. La modella s'infila il niqab che velocemente copre il corpo della donna lasciando scoperti solo gli occhi. Una frase compare sullo schermo: «Erotismo per tutti. Ovunque».


La réclame intende vuole avere una morale: l'essenza e la bellezza di una donna non dipendono da ciò che indossa esteriormente. Ma parte della comunità musulmana ha dato una diversa lettura allo spot. Le critiche principali sono giunte dai religiosi islamici che vivono in Europa e che non hanno gradito l'accostamento tra il niqab e la sessualità. Sconcerto è stato avvertito anche da studiosi occidentali. «Questa è una pubblicità che offende le donne musulmane e dà una brutta immagine del velo integrale» scrive un lettore sul sito francese. Di diverso avviso un altro utente che dopo aver sottolineato l’intolleranza di alcuni musulmani, taglia corto: «I tedeschi che hanno ideato queste pubblicità giocano col fuoco. Un giorno si morderanno le mani».

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Fernando Coturno - 06/02/2010 01:00:50 Indignazione per l'indignazione E' evidente che la comunità musulmana ed ancor più i religiosi islamici capiscono ben poco di morale, la sessualità invece la capiscono bene, anche se in contrasto con la propria visione coercitiva e violenta del mondo. Lo sconcerto degli studiosi occidentali è invece addirittura ridicolo e penoso; la pubblicità non solo non offende la donna musulmana, ma anzi ben descrive la condizione femminile di donne costrette a vivere a pieno la propria identità solo nella dimensione domestica.
SALVO - 06/02/2010 08:33:15 QUINDI? LO SCANDALO SAREBBE?
salvo 08 02 2010 - 08/02/2010 18:00:59 che bella che bella donna si dovrebero scoprissi di piu nnnnnnnn che roba musulmana belle
 
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