Torre-Cancello, le rotaie del degrado: calpestata la storia

La linea inaugurata nel 1885 è stata dismessa nel 2005

14/05/2010 -

Trenta chilometri e 928 metri, cinque stazioni, tre fermate, da Torre Annunziata a Cancello, questi i numeri di una rete ferroviaria progettata nel 1880 inaugurata il primo maggio di cinque anni dopo e per le Ferrovie dello Stato ufficialmente dismessa dal 12 dicembre del 2005.

La linea era considerata un collegamento trasversale di primaria importanza per bypassare il Vesuvio e giungere direttamente sulla costiera sorrentina. Questa l’idea che diede vita alla ferrovia che con il passare degli anni vide aumentare progressivamente le corse ed il numero di convogli e passeggeri.

Una linea strategica tanto che durante la seconda guerra mondiale venne interamente minata dai tedeschi. Danni quelli che provocò il secondo conflitto mondiale che non toccarono più di tanto il tratto ferroviario tanto che negli anni 50 si eseguirono progressivamente anche i lavori di elettrificazione dell’intera area.

Un collegamento cruciale soprattutto per trasportare i lavoratori del casertano e del vesuviano che lavoravano nell’area industriale stabiese-torrese.

Ma all’indomani del terremoto del ’80 e con la progressiva crisi occupazionale che colpì l’area torrese-stabiese anche la linea Torre-Cancello ne risentì.

Il numero dei passeggeri, complice anche i licenziamenti e la chiusura delle fabbriche, iniziò lentamente a diminuire. Ed anche le corse tanto che negli anni ’90 iniziò quella che è stata la lenta e lunga agonia della tratta ferroviaria.

La Rete Ferrovia Italiana, proprietaria del tratto ferroviario, corse ai ripari riducendo il numero degli addetti e le corse giornaliere. Le fermate Spartimento di Scisciano, Reviglione di Somma, Boccia al Mauro vennero rese “impresenziate”, così come a Marigliano, Ottaviano e Boscoreale i treni passavano su un solo binario. Solo a San Giuseppe e Terzigno la circolazione proseguiva normalmente.

Francesco Oliva della stazione di Boscoreale è stato il capostazione per più di trent’anni: “Ho assistito al rinnovo di tutta la tratta, ma anche al suo lento declino. Questa tratta è morta per scelte politiche scellerate”. Di questa linea ferroviaria conosce tutti i segreti e quando ci accompagna lungo la vecchia stazione, i cui locali oggi sono gestiti da un’associazione, il suo è un racconto pieno di emozioni, ricordi, curiosità, ma anche rabbia per una linea ferroviaria che lui considera ancora oggi strategica sia nel collegamento per Napoli, molto più veloce rispetto alla Circumvesuviana, ma anche come via di fuga in caso di eruzione del Vesuvio: “Bastava solo fare qualche piccolo accorgimento. Ed invece si è preferito lasciare andare tutto in disuso”. Stringe tra le mani una lettera scritta a metà degli anni ’80: “Segnalavo piccole anomalie ed invece nulla è stato recepito ed oggi la Torre-Cancello è sotto gli occhi di tutti”.  

La situazione della stazione di Boscoreale per certi aspetti è molto diversa rispetto a quella che troveremo nelle altre stazioni. La volontà e la testardaggine dei volontari di un’associazione locale hanno mantenuto in ottimo stato quelli che sono i locali della vecchia stazione, ma tutto intorno degrado, abbandono, erbacce hanno quasi inghiottito i binari che a stento si riconoscono.

L’elettrificazione lungo tutta la rete è stata dismessa. Attiva fino a qualche anno fa era stata la causa di decesso di tre ladri di rame convinti che la dismissione della linea avesse provocato anche l’interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica.

Praticamente su questa linea potrebbero circolare, qualora ci riuscissero, solo treni a diesel. Mentre la presenza dell’elettrificazione avrebbe permesso anche la circolazione di vagoni a più vetture.

Ed ora arriva la proposta dell’amministrazione comunale di Boscoreale che stanca di aspettare la messa in vendita dell’area ha deciso di avviare le procedure di esproprio come ci spiega il sindaco Gennaro Langella: “Al momento non c’è una volontà ufficiale da parte delle Ferrovie di voler vendere la stazione, ma questo spazio per noi è di vitale importanza. Per questo motivo abbiamo deciso di avviare le pratiche necessarie per espropriare questa zona: vogliamo realizzare una piazza ed un parcheggio per la città”.  

Dal 12 dicembre 2005 il tempo sembra essersi fermato. Risalendo la Torre-Cancello ci imbattiamo in stazioni dimenticate, passaggi a livello smantellati. Alla stazione di Terzigno il silenzio è surreale. Il palazzo di due piani che ospitava la biglietteria, la sala viaggiatori ed al primo piano la casa del capostazione è chiusa. Tutto intorno la vita scorre tranquilla incuranti che lì c’era una stazione. La scritta Terzigno è sbiadita, così come il manifesto degli orari. Anche qui il passaggio a livello è stato dismesso.

Un’ipotesi di rilancio arriva dal consigliere provinciale di Napoli Carlo Vaiano: “Un progetto provinciale per creare una lunga pista ciclabile lungo i trenta chilometri della linea ferroviaria. Non credo che un progetto del genere possa realizzarsi senza l’intervento della Provincia di Napoli”. Ma intanto l’area della stazione del vecchio deposito merci oggi è affittato da un commerciante di Terzigno che ha deciso di aprirla alla città. I prossimi lavori per la metanizzazione del territorio provocheranno alcuni disagi ai commercianti con la conseguenza perdita di posti auto. Così il cittadino di Terzigno ha deciso di aprire gratuitamente l’area per realizzare un parcheggio temporaneo che possa permettere di ridurre al minimo i disaggi. Così può rivivere la vecchia stazione. Nella vicina Ottaviano i locali di proprietà delle Ferrovie dello Stato in più di una circostanza erano state indicate come idonee ad ospitare la caserma dei Carabinieri. Ma al di là di qualche annuncio in campagna elettorale, al momento nulla è stato fatto.

A Somma Vesuviana, la situazione appare paradossale, per molti qui la stazione non esiste, la confondono con lo Spartimento di Scisciano. Ma a Revigliano quella che era una fermata della Torre-Cancello esiste ancora. Ed anche qui le scene si ripetono: una casa rossa lasciata all’incuria del tempo. Entriamo in quella che doveva essere la piccola sala d’attesa con la biglietteria che serviva anche a controllare il passaggio a livello. Pochi metri quadrati ma tanto abbandono. L’orario è aggiornato al 2003, c’è ancora la bandiera rossa che segnalava pericolo ed un berretto delle ferrovie dello Stato. Il sindaco Raffaele Allocca, però, resta convinto che questa linea possa rappresentare un via di fuga in caso di eruzione del Vesuvio: “Penso che questa tratta ferroviaria potrebbe ancora essere utile ai nostri pendolari per raggiungere Napoli. Credo che possano ancora esserci gli estremi per restituire questa linea ferroviaria alla cittadinanza”.

La stazione di Spartimento di Scosciano, non è poi tanto diversa dalle altre, siamo al confine tra i comuni di Nola, Somma Vesuviano e Scisciano. Un’associazione giovanile da anni chiede di avere la concessione di utilizzare i locali della stazione. Diverse le petizioni presentate dall’associazione che sottolinea anche gli ingorghi automobilistici derivati dalla strettezza della struttura, gli incidenti per la scarsa viabilità ed il pericolo per il percorso pedonale. Ma al momento le loro richieste sono rimaste inascoltate, lasciate al vento. Lo stesso vento che soffia sui binari della Torre-Cancello. Trenta chilometri di rete ferroviaria lasciate al proprio destino: da linea strategica militare ad un ammasso di binari morti.

GENNARO CAROTENUTO
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giucas - 14/05/2010 12:10:25 bella idea non male l'idea di trasformarla in una pista ciclabile con punti di ristoro al posto delle vecchie stazioni, è la soluzione più attuabile per evitare il degrado assoluto, visto lo scarso interesse delle ferrovie a riattivare la linea, ed avere finalmente un posto dove portare i bambini con la bici.
max - 15/05/2010 10:44:11 bella idea Si bella idea. Ma quanti anni passeranno per vederla messa in pratica? Come al solito da queste parti si fanno solo chiacchiere...
alben - 15/05/2010 10:56:55 Diamo a Cesare ciò che è di Cesare,a .....ciò che è di ............! Siccome si legge dall'interessante articolo che il consigliere provinciale Vaiano propone l'utilizzo di tale "tratta" come pista ciclabile,a dire il vero tale "idea" è stata lanciata già da qualche anno dal consigliere comunale di Terzigno Salvatore Annunziata! Saluti Alben
mimmo - 15/05/2010 21:24:01 bla bla bla Questa idea fu lanciata 10 anni fa dall'assessore torrese Gagliardi...ma il progetto è rimasto solo sulla carta...
NTS - 16/05/2010 13:37:52 La Circum intanto dorme Per come è stracarica la Circumvesuviana, questa linea dovrebbe essere acquistata, potenziata dalla Circumvesuviana e utilizzata seriamente. Invece abbiamo treni della circum che portano mandrie di pendolari che non ce la fanno più.
vesuviano - 27/08/2010 12:58:37 Ma che dice il sindaco di Boscoreale? Ma come può il Comune espropriare un bene dello Stato? Ma come fa questo signore a gestire e damministrare la cosa pubblica? Pensasse invece a prodigarsi per riattivarla se vuole davvero contribuire al risanamento ambientale dell'area vesuviana.
 
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