Abusivopoli a Torre del Greco: Comune parte civile contro il sindaco

TORRE DEL GRECO -

Il Comune di Torre del Greco pronto a presentare il conto dei danni per lo scandalo «abusivopoli» all’ombra del Vesuvio: l’ente di palazzo Baronale - attraverso un provvedimento ad hoc firmato dal vice-sindaco Rosario Rivieccio - si è costituito, infatti, parte civile nel processo per il business delle colate di cemento selvaggio a Torre del Greco. 

È la principale novità del primo round dell’udienza preliminare, celebrata davanti al gup Elena Conte del tribunale di Torre Annunziata, a carico della cricca di vigili urbani e geometri dell’ufficio tecnico specializzati - secondo la tesi della procura - nel chiudere un occhio sugli abusi edilizi in cambio di mazzette & regali: un «sistema» costato agli otto imputati finiti in manette il 25 ottobre del 2009 l’accusa di associazione a delinquere finalizzata a una pluralità di reati di abusi d’ufficio, corruzione, concussione, falso ideologico e soppressione di atto pubblico. Tutti presenti in aula i caschi bianchi travolti dalla bufera giudiziaria, mentre l’imputato «eccellente» dell’inchiesta - il sindaco Ciro Borriello - ha preferito disertare il faccia a faccia con il gup. Come già annunciato, il leader locale del Pdl ha presentato - attraverso il proprio legale di fiducia, l’avvocato Giancarlo Panariello - la richiesta di essere giudicato con la formula del rito abbreviato. Condizionato, tuttavia, all’interrogatorio di due testimoni evidentemente ritenuti fondamentali per smontare senza ombra di dubbio il castello accusatorio costruito dal pm Emilio Prisco: Fulvio Cuccurullo - titolare della boutique «Bruno» di via Roma, al centro della vicenda per la questione delle vetrine - e Domenico D’Albenzio, un arredatore che sarebbe stato presente al momento del blitz dei vigili urbani che si sarebbe concluso con la stesura del verbale di sequestro di cui si sarebbero poi perse tutte le tracce.
 
Chiaro l’obiettivo della difesa: dimostrare che - come già sostenuto dai giudici del tribunale del Riesame che cancellarono il divieto di dimora per l’ex deputato di Forza Italia - i vigili urbani intervenuti da «Bruno» non effettuarono alcuna contestazione e, dunque, il sindaco non può essere ritenuto colpevole di avere soppresso un atto in realtà mai esistito. Il gup Elena Conte deciderà se accogliere (o meno) la richiesta di rito abbreviato condizionato al doppio interrogatorio durante la prossima udienza, fissata per metà marzo. In caso di bocciatura della richiesta - i due testimoni sono già stati ascoltati durante le fasi delle indagini - non è escluso che il primo cittadino possa ripiegare sul rito abbreviato «secco», puntando tutto sulle motivazioni del Riesame: motivazioni estremamente favorevoli al leader locale del Pdl, interessato a chiudere in tempi stretti i conti con la giustizia in modo da affrontare la prossima campagna elettorale senza la spada di Damocle di abusivopoli sul collo.Sempre a metà marzo il gup si pronuncerà sull’unica richiesta di patteggiamento della pena, avanzata dall’imprenditore edile Roberto Sorrentino. Poi arriverà il primo verdetto per i restanti imputati che adesso rischiano di finire a processo per lo scandalo abusivopoli.
ALBERTO DORTUCCI
twitter a_dortucci
08/02/2012
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StraGi 64 - 09/02/2012 19:49:12 Però! Questa è vera scienza politica.Una mossa da campioni del foro l'avrebbe giudicata un membro del sinedrio dell'antica Roma.
 
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