«Basta parole, ora servono i fatti: i soci fondatori della Deiulemar e tutti i soggetti che hanno partecipato al capitale sociale della compagnia di navigazione mettano ufficialmente i propri beni personali a disposizione di eventuali creditori». L’apertura di un’inchiesta da parte della procura di Torre Annunziata sulla crisi del colosso economico di via Tironi e l’iscrizione dei primi cinque nomi nel registro degli indagati - le ipotesi di reato al vaglio del pubblico ministero Sergio Raimondi parlano di associazione a delinquere, truffa e appropriazione indebita - ha nuovamente acceso gli animi all'ombra del Vesuvio.
Stavolta, l’invito a chiare lettere - formalizzato in una nota ufficiale - ai soci fondatori della Deiulemar non arriva da investitori e risparmiatori in preda al panico per l’incubo crac che da un mese terrorizza l’intera Torre del Greco e non solo. A mettere spalle al muro i proprietari del colosso economico di via Tironi è direttamente il nuovo amministratore unico della compagnia di navigazione, l’avvocato Roberto Maviglia. Pronto a pretendere dalle famiglie Iuliano, Della Gatta e Lembo il rispetto dell’impegno assunto - durante l’assemblea pubblica organizzata lo scorso 19 gennaio all’hotel Mercure-Sakura - con tutti i creditori: «Metteremo a disposizione degli obbligazionisti i patrimoni personali», la promessa dello storico «capitano» Michele Iuliano per rassicurare gli animi dei titolari di certificati al portatore intestati alla Deiulemar.
Una promessa che dopo il cambio al timone della compagnia di navigazione - l’avvocato Roberto Maviglia è in carica dallo scorso 3 febbraio - non si è mai formalmente trasformata in realtà. Di qui, in vista del calcolo tra attivo e passivo, un calcolo possibile solo al termine del censimento di tutti i certificati al portatore attualmente in circolazione, l’ultimatum ai soci fondatori della Deiulemar: «L’amministratore unico della società - il documento firmato dall’avvocato Roberto Maviglia - ha richiesto all’amministratore unico in carica fino allo scorso 3 febbraio 2012 nonché ai restanti soci fondatori e a tutti i soggetti che hanno partecipato al capitale sociale della compagnia di navigazione, individuati specificamente nelle persone di Michele Iuliano, Giuseppe Lembo, Lucia Boccia (vedova di Giovanni Della Gatta e madre di Angelo e Pasquale Della Gatta) e Maria Luigia Lembo, la formalizzazione dell’impegno, genericamente manifestato in pubbliche riunioni e ripreso da notizie di stampa, di mettere a disposizione di Deiulemar Compagnia di Navigazione le proprie risorse personali utili per consentire soluzioni finalizzate a dare ristoro ai creditori della società».
La sottoscrizione dell’impegno, prosegue la nota, dovrà essere formalizzata entro il prossimo 24 febbraio. Ovvero entro la fine della settimana: «La predetta richiesta - conclude l’avvocato Roberto Maviglia - rappresenta per la società un passaggio doveroso e non rinviabile al fine di valutare l’eventuale necessità di porre in essere azioni alternative volte a incrementare la base patrimoniale a disposizione della società per l’attuazione della migliore soluzione possibile per risolvere la vicenda».
ALBERTO DORTUCCI
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