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Anziana uccisa nel casertano, fermato il presunto assassino
E' stato fermato il presunto assassino di Angela Santabarbara, l'anziana di 70 anni trovata morta nella sua abitazione di Piana di Monteverna, in provincia di Caserta, lo scorso 5 gennaio. A conclusione di un'indagine coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, condotta dal Nucleo investigativo dei carabinieri del comando provinciale di Caserta, della compagnia dei carabinieri di Caserta e della stazione dei carabinieri di Caiazzo, è stato eseguito il provvedimento nei confronti di Pasqualino De Siato, di 24 anni, residente a Piedimonte Matese, nel Casertano, la cui madre è cugina della vittima. La donna fu colpita con ben 32 coltellate, trovata in un lago di sangue all'interno della sua abitazione. Tracce di sangue furono trovate in più ambienti, segno del fatto che l'assassino aveva infierito sulla vittima, probabilmente inseguendola. De Siato era stato ascoltato come persona informata sui fatti. Era stato proprio lui a ritrovato il corpo. Successivamente era stato indiziato per l'omicidio in conseguenza del fatto che sui suoi indumenti era stata accertata la presenza di macchie di sangue e che erano state riscontrate ferite da taglio su un dito della mano destra. Per gli inquirenti erano emerse inoltre alcune contraddizioni tra le sue dichiarazioni e le prime risultanze investigative, in particolare le valutazioni del medico legale. Successivamente venivano esaminate le comunicazioni telefoniche effettuate da De Siato, le risultanze della consulenza autoptica e la compatibilità delle ferite sulla mano e l'arma usata per il delitto. Accertamenti sono stati quindi chiesti al Ris dei carabinieri di Roma: è risultato che macchie di sangue e una impronta insanguinata rilevata all'altezza del ginocchio sul pantalone sequestrato all'indagato appartenevano alla vititma. Inoltre, materiale genetico ritrovato sotto le unghie della vittima è riferibile, in base al Dna, a De Siato. Probabile movente del delitto, secondo il procuratore aggiunto della Repubblica, Luigi Gay, è nell'intenzione di commettere una rapina. In tal senso deporrebbero le macchie di sangue ritrovate sui pomelli delle ante dei mobili e di alcuni cassetti dell'abitazione della vittima, alla ricerca di denaro o di oggetti di valore da portare via alla donna.
07/02/2012
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