E' sotto choc ma non è affatto intenzionato a lasciare il mondo del calcio. Il papà di Valerio Costabile, l'arbitro 16enne aggredito da un dirigente perché ritenuto colpevole di aver convalidato un gol fuorigioco, dice che il ragazzo è "spaventatissimo", ma non smetterà di arbitrare. Il ragazzo è stato medicato all'ospedale Apicella di Pollena Trocchia per le ferite riportate: la Tac ha dato esito negativo. Cinque i giorni di prognosi per le ferite riportate ma il sedicenne dovrà sottoporsi ad ulteriori controlli. Il giovane arbitro, pur scosso per quanto accaduto, a detta del padre non sembra minimamente intenzionato a lasciare il calcio. "Tutt'altro - ammette il papà - mi ha detto che vuole continuare anche se adesso è spaventatissimo. Ma certo siamo all'assurdo. Anche io, quando meno di un anno fa ha iniziato ad arbitrare, non mi sarei mai aspettato cose del genere: seguo sempre mio figlio e noto che il direttore di gara, che in queste categoria arbitra senza l'ausilio degli assistenti di linea, è sempre al centro di polemiche. Il pubblico lo prende costantemente di mira, dimenticando che l'arbitro ha gli stessi anni dei figli delle persone che contestano". "Tornerà sul campo, ne sono certo. Ma non sarà più la stessa cosa - conclude -. Anche io, che seguo sempre Valerio in ogni sua gara, mi sentirò non come un padre che accompagna il figlio in giro per i campi polverosi della Campania alla ricerca della realizzazione di un sogno, ma mi sentirò come una sorta di guardia del corpo, chiamato a scortare un ragazzo che ha come unico difetto quello di aver deciso di prendere un fischietto e i cartellini per fare l'arbitro di calcio". Il padre del giovane arbitro ha inoltre annunciato l'intenzione di denunciare l'aggressore del figlio. "Siamo alla follia, sono esterrefatto e al contempo anche estremamente amareggiato per quanto accaduto e sono pronto a perseguire questo soggetto nei limiti consentitimi dalla legge. Al termine dell'incontro questa persona è schizzata dalla panchina, dove era seduto e ha raggiunto mio figlio colpendolo con una gomitata. Ho visto tutto e con me potranno testimoniare anche i dirigenti della squadra avversaria. Per denunciarlo, però, dovrà aspettare la liberatoria della Lega che arriverà nei prossimi giorni". "Non mi fermerò - conclude -, questo non è calcio, questo non è sport e un uomo che dovrebbe essere il 'maestro' dei suoi allievi, che stanno imparando a giocare a calcio come mio figlio sta imparando a fare l'arbitro, non può passarla liscia".