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Benzina e alimenti, caccia alle scorte. Caos fino a notte a Napoli e Salerno
Assalto ai distributori di benzina, file ai supermercati, persino nelle farmacie si respira aria di emergenza. Nei Comuni delle province di Napoli e Salerno è corsa alle scorte e l’incubo di restare isolati diventa sempre più concreto. Soprattutto man mano che i telegiornali e i siti internet diffondono le immagini della protesta dei forconi. La rete autostradale è un intrigo di tir e code interminabili ai caselli, l’Italia è un Paese che rischia di finire in ginocchio.
Il primo effetto della protesta sono le lunghe file ai distributori di carburante, un po’ per il pericolo di serrata, comunque non ancora confermato dai gestori, ma soprattutto per la paura che la paralisi dei trasporti esaurisca le riserve delle pompe.
In alcuni casi, le code di automobili arrivano ad ostruire le carreggiate, bloccando letteralmente il traffico. E’ quello che s’è registrato a Portici, a Pompei, tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, a Torre del Greco, a Boscoreale e a Scafati. Ma anche nel cilento la situazione è stata critica nel pomeriggio di ieri. Chilometri di coda si sono registrati ai distributori di Agropoli, il centro più popoloso del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
Stesse scene ovunque: centinaia di automobilisti, provenienti anche dai piccoli Comuni limitrofi, hanno assediano le pompe di benzina in attesa di un pieno. Ancora qualche paio d’ore, fanno sapere i gestori dei distributori, e verranno esaurite tutte le scorte di carburante. Insomma, se la situazione non si sblocca, già a partire da questo pomeriggio fare rifornimento sarà un’impresa impossibile.
Non c’è la stessa angoscia per le scorte alimentari, ovviamente, ma la psicosi potrebbe accelerare lo svuotamento degli scaffali dei negozi e dei supermercati. Già ieri mattina, infatti, in alcuni cenri di distribuzione è stata aumentata la richiesta di prodotti freschi deperibili, come frutta e verdura. E da ieri sera, soprattutto in provincia di Napoli è scattato l’sos pane.
A lanciarlo è stato il presidente dell’Unipan, l’associazione panificatori campani, Mimmo Filosa. «Stiamo facendo scorte di nafta e grano per poter garantire la produzione e distribuzione del pane nei prossimi due-tre giorni dopodiché - spiega Filosa - se non arriveranno rifornimenti e farina ci sarà lo stop totale. Solo in tempo di guerra non è stata garantita la produzione del pane. La gente è esasperata e anche noi piccoli commercianti. Ci massacrano di tasse ma lo stato non fornisce servizi e sicurezza a noi onesti lavoratori».
Intanto, il prefetto di Napoli, Andrea De Martino, ha disposto la costituzione, in Prefettura, di una Unità di crisi per monitorare l’andamento e le eventuali criticità determinate dallo sciopero. La decisione è stata presa al termine di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica al quale hanno partecipato i vertici delle forze di polizia, il dirigente della Polstrada, il vice sindaco di Napoli, l’assessore alla Sicurezza, rappresentanti della società Autostrade meridionali e dell’Anas. Tra le iniziativa intraprese, quella di inasprire i provvedimenti e le multe fino al sequestro dei mezzi degli autotrasportatori che bloccano il transito ai caselli delle autostrade. Per loro, ci saranno sanzioni pecuniarie fino a 10mila euro.
Secondo i Verdi, però, oltre al disagio oggettivo, è in atto un tentativo di sciacallaggio tra Napoli e provincia dove, sostiene Francesco Emilio Borrelli «benzinai e negozi di alimentari hanno maggiorato ingiustificatamente i prezzi”.
Un fenomeno sul quale i Verdi invitano le autorità preposte «a vigilare per punire gli sciacalli».
La protesta degli autotrasportatori ha creato disagi anche ad Ercolano e nei Comuni limitrofi sul fronte dei rifiuti, perché la frazione organica, depositata domenica sera insieme alla plastica, ieri è stata prelevata con ritardo. A Napoli sono state conferite solo 380 tonnellate di rifiuti su 1.100 e oggi si prevede che lungo le strade della città ne rimarranno circa 600. Al momento sono settanta gli automezzi a pieno carico mentre altri due risultano bloccati sul raccordo autostradale all’altezza di Pomigliano d’Arco.
A Salerno e a Portici, invece, protestano i pescatori. A Salerno, 19 titolari di pescherecci della cooperativa ‘Campania Pesca’ hanno deciso di bloccare i natanti e di consegnare i documenti di bordo all’ufficio marittimo locale. Lamentano le spese esorbitanti per l’acquisto del carburante ma anche altri problemi, sollevati più volte, come quello della ‘filiera lunga’ del settore ittico. «A noi il pesce è pagato a cifre modeste - dice uno dei pescatori in stato di agitazione - ma quando giunge sui banchi delle pescherie i prezzi salgono alle stelle». Piu o meno sono le stesse proteste che montano a Portici, dove i titolari dei pescherecci invadono il Granatello per far sentire la propria voce. Oggi si riuniranno di nuovo e marceranno verso la sede del Consiglio Regionale della Campania, al Centro Direzionale, per contestare l’aumento costante del prezzo del gasolio che rischia di penalizzare fortemente la categoria. Ovviamente pescherecci e imbarcazioni resteranno fermi in mare.
24/01/2012
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