Camorra e Casalesi, tra gli indagati c'è un generale in pensione

Nell'ambito dell'inchiesta sul clan dei Casalesi che ha portato all'esecuzione di 14 ordinanze di custodia cautelare è indagato con l'accusa di rivelazione di segreto, in concorso con Antonio Proto Fedele, ex sindaco di Casaluce, oggi arrestato, il generale dei carabinieri in pensione Domenico Cagnazzo. Secondo l'accusa, avrebbe riferito all'ex sindaco notizie relative alla proposta di scioglimento del Consiglio comunale di Casaluce avanzata dalla Prefettura di Caserta.
Nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Pietro Carola su richiesta dei pm Giovanni Conzo, Raffaello Falcone e Maria Cristina Ribera, si legge che il generale Domenico Cagnazzo e l'ex sindaco di Casaluce Antonio Proto Fedele sono accusati di "avere, in concorso tra loro e con pubblici ufficiali non identificati in servizio presso la Prefettura di Caserta, rivelato segreti coperti d'ufficio, agendo Proto quale istigatore e beneficiario del Cagnazzo, che riferiva al predetto la notizia, coperta dal segreto, appresa da pubblico ufficiale non identificato, della formulazione della proposta di scioglimento del consiglio comunale di Casaluce, formulata dal prefetto di Caserta al Ministro degli Interni il 3 aprile 2006".

Casaluce è il Comune nel quale l'ufficiale, originario di Taranto, risiede.

22/02/2012
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Pier francesco - 22/02/2012 23:22:39 Trovata mediatica A me pare una bufala. Possibile che un Generale dei Carabinieri in pensione potrebbe essere colluso con la camorra per aver rivelato una notizia segreta. Ma l'invio di richiesta al Ministro di sciglimento di un Comune è un fatto pubblico che avvine subito dopo la commissione di accesso? Che strana questa vicenda.
sveglio - 23/02/2012 10:17:11 non stupitevi MI MERAVIGLIO , CHE IN ITALIA ci sono ancora persone che si stupiscono davanti a certe cose del genere. Ma lo volete capire che l Italia è un paese di corrotti dalla A alla Z .
Daniele Giove - 23/02/2012 11:12:16 Attacco a un simbolo della Legalita' Le notizie false e tendenziose, diffuse dalla stampa nella data di oggi, fomentano solo polemiche. Uno sporco gioco di infamie e vendette ai danni di chi ha servito con ONORE lo Stato per 40 anni e chi secondo i suoi insegnamenti lo sta ancora servendo. Noi tutti, quando indossiamo una divisa, diventiamo bersagli di un infamia criminale che quando non sa come abbattere il nostro senso civico del dovere, cerca di colpire il nostro onore di uomini e di fedeli servitori dello Stato. Nessuno più di lui potrà mai insegnarci il senso del nostro motto "NEI SECOLI FEDELE". Sicuramente non necessita del nostro conforto, perchè negli anni, con tutte le infamie che lo hanno potuto sfiorare, non lo hanno mai danneggiato, ma reso sempre più forte. Oggi è coriaceo e ancora una volta sarà in grado di darci un grande insegnamento. Siamo tutti con Lei Sig. Generale. COMANDI!
 
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