La camorra minaccia Metropolis. Busta con proiettili per «fermare» 40 giornalisti

dall'archivio storico di Metropolis

Due proiettili calibro 7.65 chiusi dentro una busta gialla affrancata e affidata alle Poste Italiane. E’ il messaggio intimidatorio che la camorra ha spedito al quotidiano Metropolis. L’ennesimo.
Nella busta consegnata ieri mattina alla segreteria di redazione, oltre al piombo la camorra ha inserito un messaggio. L’ha stampato su un foglio A4 sperando di zittire i giornalisti e di fermare i servizi scomodi che raccontano degli affari criminali e degli interessi dei boss delle province di Napoli e Salerno.

 

Poche righe. Sgrammaticate e cariche di insulti e minacce. Sono indirizzate al direttore di Metropolis Tv, Giovanni Taranto, e si riferiscono ai contenuti della prima edizione della trasmissione televisiva dal titolo «Cosa loro». Un viaggio dentro la camorra dell’area vesuviana da Castellammare a Ercolano, passando per Torre Annunziata e Torre del Greco. Dieci puntate inserite ogni venerdì in prima serata nel palinsesto invernale.

 

Le intimidazioni contenute nel messaggio della camorra sono rivolte anche alle istituzioni intervenute negli studi di Metropolis durante le registrazioni. Giudici, pubblici ministeri dell’Antimafia, ufficiali e dirigenti delle forze dell’ordine e giornalisti che hanno raccontato la loro vita in prima linea contro la camorra.

 

Non è il primo avvertimento che le organizzazioni criminali inviano a Metropolis e ai suoi giornalisti in trincea, impegnati a raccontare un territorio di emergenze. L’ultimo caso eclatante risale alla fine dello scorso anno quando il clan D’Alessandro piombò nelle edicole di Castellammare vietando la vendita del quotidiano che aveva pubblicato la notizia del pentimento del killer Salvatore Belviso imputato nel processo per l’omicidio del consigliere comunale del Pd, Luigi Tommasino.

13-03-2013 13:00:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA