Centottanta anni di carcere. E’ la stangata invocata dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli per il racket del «caro estinto» a Torre del Greco: a inchiodare boss e gregari dei tre clan - in primis, i Falanga, poi gli scissionisti e gli Ascione-Papale - che avevano allungato le mani sul business dei morti è stata il pubblico ministero Maria Di Mauro, pronta a evidenziare le responsabilità dei 24 imputati che hanno scelto la formula del rito abbreviato per strappare lo sconto di un terzo della pena. Una scelta che non è servita per evitare una durissima requisitoria, a dispetto delle parole del superboss Giuseppe Falanga - alias ‘o struscio - l’unico a salire sul banco degli imputati per raccontare la propria versione dei fatti.
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