Cassazione-choc: lo Stato non compri più i giornali porno per i detenuti

Fumetti porno in cella? Per qualcuno sono “indispensabili”. E per ovvi motivi… Ma secondo i giudici non è così. E, in ogni caso, da oggi in poi, alle biblioteche carcerarie sarà vietato acquistarne. I fumetti hard vietati ai minori di 18 anni, infatti, non rientrano tra le letture di cui debba farsi carico l’amministrazione penitenziaria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, chiamata ad occuparsi delle letture dei detenuti in seguito a un ricorso (poi respinto), presentato da un detenuto 41enne, recluso nel carcere di Parma, definendo quel genere di letture "oggetti non indispensabili". Secondo i giudici della Corte Suprema, se proprio vogliono quel genere di letture, i detenuti si ossono far spedire i giornali dall'esterno magari dagli stessi "familiari".


Secondo la prima sezione penale  della Cassazione "l'amministrazione penitenziaria non è tenuta a esaudire la richiesta di acquisto di determinate riviste o determinati periodici quando i medesimi" come nel caso dei fumetti hard "non siano previsti tra i generi e gli oggetti inclusi nell'elenco di quelli acquistabili all'esterno attraverso l'impresa convenzionata".
Il no alle letture spinte era già arrivato al detenuto attraverso il Tribunale di sorveglianza di Reggio Emilia, nell'ottobre 2010 sulla base del fatto che questo genere di lettura "non costituisce oggetto di indispensabile utilizzo". Ora il no è arrivato anche dalla suprema Corte che, nelle motivazioni contenute nella sentenza 45410, spiega che "il magistrato di sorveglianza ha rilevato che la rivista" che il detenuto "chiedeva di acquistare non costituisce un oggetto di indispensabile utilizzo e, conseguentemente, il suo mancato inserimento nell'elenco dei beni e dei generi per i quali è intervenuta la convenzione tra la ditta appaltatrice e la direzione dell'istituto penitenziario, non costituisce violazione di un diritto del detenuto".
Se proprio chi è recluso desidera fare questo genere di letture, ricorda ancora la Cassazione, può sempre "farsi inviare la rivista richiesta, acquistandola direttamente dalla casa editrice, vale a dire facendosela spedire per posta dai familiari che l'acquisteranno per lui all'esterno". Da qui il rigetto del ricorso del detenuto.
 

07/12/2011 Visualizza l'Archivio Cronaca


luigi - 08/12/2011 09:17:40 maaaaa dopo averlo visto chi fara la donna
robertomax54 - 09/12/2011 11:19:48 roma democratici
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