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Cronaca di un lunedì nero. Campania bloccata e minacce ai camionisti «crumiri»
Giornata ad alta tensione, scandita dai cori del ‘Movimento dei forconi’ e dalle accuse al governo contro gli aumenti di gasolio, i pedaggi autostradali e l’Irpef. Lo sciopero dei tir è scattato nella notte tra domenica e lunedì e già all’alba di ieri aveva messo in ginocchio l’Italia. «Siamo disposti a rimanere qui a oltranza, anche la notte», ha detto il coordinatore di Trasporto Unito, l’organizzazione sindacale degli autotrasportatori, e sulla stessa lunghezza d’onda restano in molti, anche a sera, dopo una giornata di inferno.
La contestazione è partita dalla Sicilia e ha contagiato tutta l’Italia, causando blocchi e disagi alla circolazione e paralizzando la rete autostradale. Pesantissime le ripercussioni in Campania con le code di Tir che hanno praticamente sbarrato i caselli strategici dell’A30 e dell’A3 all’altezza di Caserta, Pomigliano d’Arco e Mercato San Severino. Code interminabili anche a Napoli e nella zona di Eboli.
Il Garante sugli scioperi attacca chiedendo la precettazione e parla di blocchi “inaccettabili”. Il ministero dei Trasporti li definisce “ingiustificati” ed il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri assicura che “non saranno tollerati”.
La protesta proseguirà fino a venerdì, ma mercoledì è in programma un incontro che potrebbe essere decisivo tra Governo e rappresentanti dei camionisti.
La mappa delle proteste contro gli aumenti del gasolio, dei pedaggi autostradali e dell’Irpef - sulle quali vigilano due gruppi di lavoro riuniti al Viminale, uno centrato sull’ordine pubblico e l’altro sulla circolazione - coinvolge quasi tutte le regioni. Da Nord a Sud. Dal Governo, dal mondo delle imprese, ma anche da quello sindacale, sono partiti attacchi all’iniziativa di protesta. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ricordato di aver convocato le associazioni dell’Autotrasporto lo scorso 11 gennaio proprio per fare il punto su problemi e richieste e di aver assunto in quell’occasione “concreti impegni, immediatamente attuati”. Dunque, ha aggiunto, “non si giustificano le gravi azioni di blocco che tuttora persistono”. Il ministro dell’Interno, da parte sua, ha fatto sapere che “non saranno tollerati i blocchi stradali. Fin dove si può useremo il dialogo, però bisogna anche tenere presenti i diritti dei cittadini”. L’Authority di garanzia sugli scioperi ha scritto ai ministri di Interno e Trasporti affinché valutino se non sia il caso di emanare l’ordinanza di precettazione nei confronti delle organizzazioni degli autotrasportatori. “I blocchi causati dalla protesta - ha detto il presidente Roberto Alesse - sono inaccettabili” ed ha annunciato l’apertura di “un procedimento per valutare le sanzioni da irrogare a chiunque stia violando la legge e danneggiando i cittadini”. Confindustria ha chiesto al Governo di “ripristinare immediatamente la normalità dei trasporti stradali. Un fermo dei servizi non può trasformarsi in blocchi illegali, che impediscono alle imprese di poter svolgere liberamente le proprie attività e ai cittadini di circolare sulla rete stradale”. Critiche anche altre associazioni degli autotrasportatori. E si è spaccato il fronte del movimento dei Forconi che ha fatto partire la protesta. Martino Morsello, uno dei leader, è solo. La sua linea dura per continuare a mantenere alto il livello della protesta in Sicilia non è passato. E’ prevalsa la linea di Mariano Ferro e Giuseppe Scarlata che hanno deciso di attendere l’incontro previsto mercoledì prossimo tra il governatore Lombardo e il premier Monti. Intanto, la Prefettura ha ordinato il pugno duro contro i blocchi e questa mattina non saranno tollerate iniziative selvagge. Sequestro dei mezzi, multe fino a 10mila euro e un potenziamento delle pattuglie della Polstrada, che in realtà, lungo la rete autostradale di Napoli e Salerno, già da ieri sera era realtà. Necessario, secondo le forze dell’ordine, dopo le segnalazioni di violenza nei confronti dei camionisti che avevano deciso di non aderire alla protesta. E’ successo a Pomigliano d’Arco, a Nola e anche a Mercato San Severino, dove i camion degli autotrasportatori «crumiri» sono stati praticamente bloccati, e in qualche occasione danneggiati, al centro della carreggiata. Numerosi camionisti hanno infatti denunciato di essere stati costretti ad aderire allo sciopero dei Tir, soprattutto alla barriera Napoli Est. Qui, pur di costringerli a restare fermi sono state bucate le gomme dei mezzi. C’é anche chi racconta di aver visto girare qualcuno con delle mazze, squadre di intervento pronte a punire chi non condivideva i blocchi.
24/01/2012
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