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Deiulemar, il rebus dei noli da rinegoziare e l'operazione della cessione alla «Shipping»
Sul fronte degli investitori resta l'incubo dei capitali in fumo, sul fronte degli armatori, invece, quello dei noli-salasso che sono diventati una prigione economica. I contratti stipulati dalla Deiulemar, sulla base di previsioni di incasso disattese miseramente a causa della crisi economica mondiale, restano una pericolosa palla al piede, anche perché, e da qualche ora è ufficiale, la Paragon Shipping ha detto «no» alla rinegoziazione. Restano almeno sei i contratti che la compagnia armatrice di Torre del Greco punta a «snellire», nella speranza di tagliare drasticamente quei costi che le consentirebbero di rimettere in piedi i conti. Un'impresa, visto che le altre società potrebbero seguire le scelte della società greca.
Intanto, gennaio è finito e con esso il tempo dell'attesa. Gli armatori avevano garantito che all'inizio di febbraio si sarebbero sbloccati i pagamenti delle cedole, una volta terminato il censimento dei creditori. Ora, gli investitori, cioè migliaia di cittadini di Torre del Greco che per anni hanno affidato alla Deiulemar i propri capitali (ricevendo, anche questo è bene sottolinearlo, benefici economici impensabili per qualsiasi investimento bancario), vogliono risposte. Chiedono gli interessi promessi a fronte degli investimenti e ovviamente la restituzione del capitale. Nessuna risposta al momento, anche perché non ce ne sono. Se non quelle date per prendere tempo. Intanto, la fiducia dei creditori nei confronti della Deiulemar cala, sebbene nel sondaggio lanciato qualche giorno fa da Metropolisweb, resti ancora al di sopra del 50%. Ed è questa l'unica ancora di salvezza degli armatori, impegnati in una corsa contro il tempo nella speranza di strappare quelle «benedette» rinegoziazioni dei noli.
Sul fronte delle manovre societarie, invece, la Deiulemar Shipping, società affidata ai rampolli delle famiglie che avevano costruito l'impero Deiulemar, ha voluto ribadire che l’acquisto del ramo d’azienda, ufficializzato alla fine dello scorso anno, così come si legge sul sito ufficiale della compagnia, è stato svolto a fronte di un regolare pagamento per i beni acquisiti. In una nota stampa, Elio Spagnuolo, amministratore unico della Deiulemar Shipping, scrive: «Ci dispiace molto dover constatare le reazioni negative di alcuni proprietari delle navi date in charter, la nostra operazione viene vista con sospetto ma è assolutamente evidente il contrario». Per tre motivi: «l’operazione che riguarda Ledi Shipping è stata completata a dicembre 2011 ma il patto risale a luglio, sei mesi prima del passaggio formale». Inoltre, «Deiulemar Shipping ha pagato 27,3 milioni di euro per questa società secondo quanto stabilito da una perizia che non può certo essere considerato un prezzo di favore». Infine: «il pagamento di tale cifra da parte della Società Deiulemar Shipping Spa non ha indebolito la Società Deiulemar Compagnia di Navigazione Spa, anzi ha fornito una notevole iniezione di liquidità». Sui rapporti tra le due società: «Ribadiamo ancora una volta che la Deiulemar Shipping ha assoluto interesse che la Deiulemar Compagnia di Navigazione riesca a risolvere i suoi problemi finanziari e continuare con successo le sue attività».
04/02/2012
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