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Deiulemar, lo spettro del crac terrorizza Torre del Greco
TORRE DEL GRECO -
Una «voce di popolo» che in pochi giorni si è trasformata in un incubo per migliaia di piccoli e grandi investitori: «La Deiulemar naviga in cattive acque», l’indiscrezione che ha scatenato un vero e proprio terremoto nella città del corallo. Dove la compagnia di navigazione nata nel 1967 è considerata una sorta di «cassaforte» per l’intera comunità, letteralmente gettata nel panico dall’incubo di perdere i risparmi di una vita. Una sorta di psicosi collettiva - alimentata dal recente precedente del crac Dimaiolines - che in due giorni ha convinto circa 500 «obbligazionisti» della Deiulemar a fare visita alla sede di traversa Vittorio Veneto: un pellegrinaggio della speranza per scacciare lo spettro di un fallimento che terrorizza 13.000 famiglie che ha paralizzato per due giorni il cuore del centro storico di Torre del Greco. «Siamo preoccupati, vogliamo conoscere il reale “stato di salute” della compagnia di navigazione», il leit motiv davanti agli uffici della Deiulemar. Un crescente stato d’ansia e preoccupazione che si è fermato solo quando in traversa Vittorio Veneto è comparso il comandante Michele Iuliano, semplicemente «il capitano» per migliaia di risparmiatori. Nel giorno del suo ottantottesimo compleanno, il fondatore - insieme a Giuseppe Lembo e Giovanni Della Gatta - della Deilumar ha rassicurato gli «azionisti» della compagnia di navigazione di Torre del Greco, riprendendo e ampliando i concetti già espressi in una nota ufficiale: «La Deiulemar è cosciente delle preoccupazioni dei propri creditori - il testo del documento - e vuole rassicurare tutti che i vertici della società sono presenti in città e stanno lavorando intensamente per rispondere a tali preoccupazioni e fornire i necessari chiarimenti in tempi brevi». Chiarimenti che dal palco improvvisato sulle scale del palazzo di traversa Vittorio Veneto, «il capitano» non ha negato alla folla in attesa: «La nostra società è solida e possiede proprietà di grande valore: la Deiulemar non è immune dalla crisi, ma smentiamo le voci secondo cui avremmo effettuato vendite all’estero. Abbiamo 45 milioni di capitale, come si emerge dai nostri bilanci». Eppure in città si è ugualmente scatenato la psicosi sulla «solidità» dei conti della Deiulemar, innescato - secondo Michele Iuliano - da una fuga di notizie (sbagliate) dalle riunioni tra i vertici della compagnia di navigazione: «Le notizie venute fuori sono state travisate o male interpretate. Di qui, tutti gli allarmismi». Una garanzia confermata dal regolare pagamento dei fondi a chi, in scadenza con i titoli in proprio possesso, si è presentato all’incasso. Chi vorrà ritirare i propri investimenti prima della scadenza dovrà, invece, aspettare - come imposto dalle recenti normative in materia finanziaria - quaranta giorni. «E non ci saranno problemi», assicurano dalla sede Deiulemar di traversa Vittorio Veneto.
18/01/2012
ALBERTO DORTUCCI
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