Il mese della verità si apre con un nuovo incubo per gli investitori della Deiulemar: la Consob - la commissione nazionale per le società e la borsa - ha acceso, infatti, i fari sulle difficoltà della compagnia di navigazione e sul «balletto» delle obbligazioni che ha portato i vertici del colosso armatoriale di Torre del Greco alla revisione dei certificati al portatore in circolazione.
Il censimento dei creditori si è regolarmente aperto negli uffici allestiti presso l’hotel «Poseidon» di piazzale Cesare Battisti, ma la vera partita sul futuro delle tredicimila famiglie che hanno puntato sulla Deiulemar non si gioca a Torre del Greco: a innescare i controlli dell’autorità di garanzia per gli investimenti la nota della Paragon Shipping che denuncia il mancato pagamento (dallo scorso 5 gennaio) da parte della compagnia di navigazione con sede in via Tironi del noleggio della nave «Friendly Seas». Un passo falso che - complice la strana vicenda del censimento delle obbligazioni - ha portato la Consob a convocare, come riportato dal sito shippingonline.it del Secolo XIX, i vertici della Deiulemar Holding per fare luce sulla regolarità delle emissioni obbligazionarie. Oggi la Deiulemar Holding è la capogruppo a cui fa capo la Deiulemar compagnia di navigazione - la società che ha emesso le obbligazioni - Sakura Hotel e Progresso & Futuro del Lussemburgo. La seconda generazione delle tre famiglie armatoriali, invece, nel 2005, ha fondato la Deiulemar Shipping che fa capo una società anonima che ha sede in Lussemburgo, la Poseidon. Il contenuto del confronto, al momento, resta top secret. Ma è chiaro che la Consob vuole vedere chiaro sulle «manovre finanziarie» messe in atto all’ombra del Vesuvio.
In particolare, a suscitare dubbi e perplessità, l’operazione che a dicembre del 2011 ha portato alla nascita della società partecipata Ledi Shipping: un’operazione che, durante l’assemblea pubblica all’hotel Mercure-Sakura, il «capitano» Michele Iuliano - fondatore della Deiulemar, insieme a Giovanni Della Gatta e Giuseppe Lembo - aveva giustificato con imprecisate ragioni fiscali. «Ma siamo sempre noi - le parole dell’ottantottenne - perché Le sta per Lembo, D per Della Gatta e I per Iuliano». Una spiegazione spicciola che era servita per calmare i risparmiatori terrorizzati dalle voci su un imminente crac della compagnia di navigazione, ma che evidentemente non convince la Consob: l’operazione, infatti, sembra fatta per «alleggerire» la Deiulemar compagnia di navigazione, a cui fanno capo le obbligazioni sottoscritte dai risparmiatori. Accuse respinte al mittente da una nota ufficiale della Deiulemar Shipping - a cui la Deiulemar compagnia di navigazione ha ceduto la Ledi Shipping - firmata dall’amministratore unico Elio Spagnuolo che ha chiarito «come l’acquisto del ramo d’azienda sia stato fatto dietro regolare pagamento per i beni acquisiti» Un pagamento di 27.338569,19 euro, frutto di «una perizia e che non può certo essere considerato un prezzo di favore». Non solo: secondo la nota, tale operazione «non ha indebolito la Deiulemar compagnia di navigazione che, al contrario, ha avuto una notevole iniezione di liquidità».
ALBERTO DORTUCCI
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