Gragnano, rinchiude il fratello nel recinto delle capre: volava educarlo

Il padre si era gravemente ammalato, la madre era impegnata nell’assisterlo e il peso della famiglia era ricaduto sulle sue spalle. E per cercare di “correggere” il fratello minore, in un paio di occasioni non aveva esitato ad alzare le mani su di lui. E in un episodio, al culmine della rabbia, era arrivato a rinchiuderlo nel recinto delle capre. Alla fine il ragazzino - forse spinto dal cognato, che non era in buoni rapporti col resto della famiglia - aveva denunciato la sorella maggiore. Che è ora a processo, davanti al giudice monocratico Antonello Anzalone della sezione di Gragnano del tribunale di Torre Annunziata, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Ieri mattina in aula ha testimoniata la madre dei due protagonisti della vicenda: “In quel periodo a mio marito fu diagnosticato un tumore, e io sono stata a lungo lontana da casa, per assisterlo in ospedale. Tornavo a casa uno o due giorni alla settimana. In un’occasione mi chiamarono per dirmi che mia figlia aveva picchiato il fratello minore (che all’epoca dei fatti, risalenti alla primavera del 2011, aveva 14 anni ndr). Il giorno dopo tornai a casa, e mi spiegarono che gli aveva dato degli schiaffi, perchè approfittando dell’assenza di noi genitori da casa spesso non andava a scuola, e la sera rincasava tardi, anche ben oltre la mezzanotte. Il secondo episodio si verificò quando c’eravamo anche noi in casa: mio figlio rincasò verso l’una di notte, e mia figlia, che lo stava aspettando, lo sgridò e gli diede qualche schiaffo”. Poi rispondendo alle domande dell’avvocato Rosanna D’Avino, che difende la donna imputata S.

N., la donna ha precisato che in quell’occasione anche il padre, nonostante la malattia, aveva schiaffeggiato il figlio. E che con il genero, marito di un’altra figlia residente nella stessa zona, non correva buon sangue. Anche perchè, anni addietro, aveva chiesto il cambio di alcuni assegni, poi risultati scoperti, e non aveva mai restituito tali somme. Proprio a lui, dopo l’ennesima lite e l’intervento dei servizi sociali del Comune, il ragazzo si era rivolto, affinchè lo accogliesse in casa sua. A confermarlo, sul banco dei testimoni, anche la dottoressa Anna Annunziata, dei servizi sociali del Comune: “Mi sono occupata del caso dopo la denuncia ai carabinieri, dai quali il ragazzo era stato accompagnato dal cognato, e non dalla madre. Ho avuto modo di apprendere da lui che in un’occasione la sorella gli aveva dato incarico di dar da mangiare agli animali, lui non lo aveva fatto e per punizione era stato rinchiuso nel gabbiotto delle capre. Mi disse che attraversava un periodo difficile perchè il padre era ammalato gravemente, e lui non riconosceva l’autorità della sorella. Chiese, e poi ottenne dal tribunale, di poter andare a vivere dalla sorella e dal cognato, ma qualche mese dopo tornò spontaneamente a casa, perchè il padre si era aggravato e poco dopo effettivamente venne a mancare. In più di un’occasione mi ha anche detto della sua volontà di riconciliarsi con la sorella”.

21/02/2012 GAETANO ANGELLOTTI
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random - 22/02/2012 01:41:03 liti machinette sul machinette
 
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