Inchiesta sugli appalti a Napoli, scattano otto arresti per corruzione

Otto persone, tra imprenditori e funzionari e dirigenti del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche della Campania e Molise sono state arrestate dai carabinieri del Noe con l'accusa di corruzione aggravata. Sono coinvolti in un'inchiesta sull'appalto per la realizzazione della sede del polo tecnologico del Centro Nazionale Ricerche da realizzarsi a Napoli, nel quartiere Fuorigrotta.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal gip del Tribunale di Napoli, Egle Pilla su richiesta del pm Antonello Ardituro ed eseguite dai carabinieri del Nucleo per la Tutela dell'Ambiente di Napoli, diretto dal maggiore Giovanni Caturano. Le indagini nascono da un'inchiesta sull'appalto per la discarica di Chiaiano. Centrale è la figura di uno degli arrestati, Carlo Romano, il quale aveva la funzione di fare da mediatore tra un gruppo di imprenditori e funzionari e dirigenti del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania e Molise.

Per l'appalto relativo al Polo tecnologico di Fuorigrotta, il mediatore avrebbe ricevuto un compenso di 20 mila euro, cinquemila dei quali sono stati sequestrati dai carabinieri. Nell'ambito dell'inchiesta, inoltre, gli investigatori hanno scoperto che un gruppo di dirigenti del Provveditorato tramava per spodestare il Provveditore alle Opere Pubbliche, Giovanni Guglielmi, e sostituirlo con uno degli arrestati.

 

Le persone arrestate dai carabinieri a Napoli nell'ambito dell'inchiesta sull'appalto per la costruzione del Cnr sono: Angelo Palazzo, capo ufficio tecnico per la provincia di Napoli del Provveditorato alle Opere pubbliche; Vincenzo D'Agostino, direttore tecnico dello stesso ente; Francesco Lembo, responsabile dell'ufficio protocollo; Carlo Coppola, socio della Ingegner Carlo Coppola costruzioni spa; Vincenzo Iacente, presidente del consiglio di amministrazione della Cite, società capogruppo della Coppola costruzioni; Lorenzo Amodeo, presidente del Consorzio infrastruture culturali di Caserta; Pasquale Pedana, consigliere dell'Unione nazionale sindacati autonomi nonché dirigente della Infinite costruzioni srl; Carlo Romano, pensionato ma di fatto mediatore di affari.    

 

A Iacente, Lembo e Pedana il gip ha concesso il beneficio dei domiciliari. Le indagini sono state coordinate, oltre che da Antonello Ardituro, anche dai pm Marco Del Gaudio e Lucia Esposito. Questo il ruolo svolto da ciascuno degli indagati, come si evince dall'ordinanza di custodia cautelare: Angelo Palazzo "ha fornito notizie riservate sulle gare d'appalto in corso e ha permesso, in qualità di presidente delle commissioni esaminatrici, l'alterazione dei documenti di gara".

 

Vincenzo D'Agostino, "abusando delle proprie mansioni all'interno del Provveditorato, ha modificato la documentazione presentata in sede di appalto dalle ditte compiacenti, dietro compenso economico degli stessi imprenditori e la promessa di una promozione professionale da parte di Carlo Romano". Francesco Lembo "ha facilitato le attività illecite di Vincenzo D'Agostino, permettendogli di accedere agli uffici del Provveditorato in un giorno di chiusura ed essendo a conoscenza delle alterazioni avvenute nel corso della gara di appalto per il Cnr al fine di ricevere un vantaggio economico personale".     

 

Carlo Coppola "si accordava dietro pagamento di una ricompensa in denaro con Carlo Romano per far modificare illecitamente l'offerta presentata dalla sua società nell'ambito della gara d'appalto per il Cnr, fornendo a quest'ultimo documentazione firmata in bianco". Vincenzo Iacente "ha sottoscritto i documenti in bianco forniti da Coppola a Romano".    

 

Lorenzo Amodeo, "essendo a conoscenza del piano (alterazione della gara d'appalto) e del compenso dovuto a Carlo Romano ha agevolato i contatti tra questi e Carlo Coppola". Pasquale Pedana "si è attivato e prodigato nel tentativo di far nominare Angelo Palazzo nuovo provveditore interregionale alle Opere pubbliche, allo scopo di realizzare ingenti profitti personali grazie alle future aggiudicazioni di gare grazie alla regia occulta dello stesso Carlo Romano e di ottenere un posto di lavoro di prestigio per il figlio presso il Provveditorato".   

 

Carlo Romano, infine, "quale ideatore e deus ex machina del progetto, si è attivato per contattare dapprima tutte le società partecipanti all'appalto e successivamente stringendo accordi con la Carlo Coppola costruzioni spa, facendo da tramite e da garante nei rapporti intercorrenti tra gli imprenditori e i pubblici funzionari, assicurandosi un proprio personale profitto economico".

20/02/2012
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alela - 23/02/2012 18:13:25 ma guarda un pò ecco come mia le mogli e le figlie di questi perbenissimi personaggi anastasiani si vestono nel quotidiano con decine di migliaia di euro al giorno e quando entrano da qualche parte hanno il coraggio di guardare noi poveri cristi che lavoriamo e non veniamo pagati da alcuni mesi dall' alto in basso, ma poi come sempre tutto finisce per loro e si sono fatti ancora di più le tasche piene e noi aspettiamo ancora i nostri 5 stipendi........!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
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