L’attacco alla Costituzione e la «fiducia» sul Bavaglio

Berlusconi: “Governare tenendo conto della Carta è un inferno”

E’ un’altra giornata tesa a Roma. Il premier spara a zero sulla Costituzione e ordina la fiducia sul ddl intercettazioni.
Governare è un inferno
“Governare tenendo conto della Costituzione è un inferno”. Silvio Berlusconi attacca il sistema di pesi e contrappesi previsto dalla carta fondamentale: il governare e il fare le leggi. “Da dentro è un inferno”, dice all’assemblea di Confartigianato: “L’architettura istituzionale rende difficilissimo trasformare progetti in leggi concrete”.
Pierluigi Bersani replica immediatamente: “Berlusconi ha giurato sulla Costituzione. Se non gli piace, se ne va a casa”. Antonio Di Pietro, evoca il fascismo: “Solo nei modelli fascisti si può fare a meno delle regole costituzionali e del Parlamento”.
La fiducia sul bavaglio
Riprende e si esaurisce velocemente la discussione sul disegno di legge sulle  intercettazioni al Senato.
Con la maggioranza che stringe i tempi e mette la fiducia (“siamo stati autorizzati dal Cdm del 25 maggio scorso” dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito) tra le proteste dell’opposizione.
Una decisione che inasprisce ulteriormente i rapporti e, contemporaneamente, potrebbe non piacere al Colle. Senza dimenticare i vescovi che, dalle colonne dell’Avvenire, definiscono la blindatura del testo “una pratica non consigliabile in democrazia”.
Berlusconi, però, non mostra cedimenti: “Il ddl è un primo passo importante, cercheremo di migliorarlo più avanti perché la privacy deve essere garantita da uno Stato di diritto”.
Il Senato voterà la fiducia questa mattina e le dichiarazioni di voto cominceranno alle 11,30.
La decisione
Il governo pone la questione di fiducia sul ddl intercettazioni. Lo annuncia il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito tra le proteste dell’ opposizione. La fiducia è su un maxi-emendamento che riassume il contenuto del ddl, alla luce anche delle ultime modifiche presentate dal relatore Centaro.
L’annuncio di Vito è stata accolta da un coro di proteste e da mani sbattute sui banchi da parte dei senatori del centrosinistra. Alcuni senatori del Pd hanno battuto anche i piedi in segno di protesta. Prima che il ministro per i Rapporti con il Parlamento annunciasse il voto di fiducia, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, aveva spiegato che “è assolutamente diritto della maggioranza di arrivare al momento della decisione”, visto che si è discusso di questo tema, le intercettazioni, da almeno due anni soltanto in questa legislatura.
“Dopo il lungo tempo della discussione - ha sottolineato Gasparri - ora è il tempo della decisione. Del resto, tutti ritengono che questo tema sia importantissimo, visto che era stato oggetto di altri progetti di legge nella precedente legislatura”.
Berlusconi a testa bassa
“Continueremo decisi in questa direzione; questa legge non risolve tutti i problemi, ma è un primo passo importante, cercheremo di migliorarla più avanti”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, nel corso dell’assemblea di Confartigianato, a proposito della disegno di legge sulle intercettazioni.  “Solo una piccola lobby di magistrati e giornalisti è contraria alla legge sulle intercettazioni, la grandissima maggioranza italiana è stanca di non poter usare il telefono per tema di essere spiata”.

A proposito del giro di vite sulle intercettazioni, il presidente del Consiglio ha detto: ‘’Bisogna andare avanti decisi in questa direzione perche’ il diritto alla riservatezza e all’inviolabilita’ della comunicazione verbali e scritte e’ in cima ai diritti dei cittadini. L’attuale ddl  non risolve tutti i problemi, ma e’ un primo passo importante: cercheremo di migliorarlo piu’ avanti. ‘’Su questa legge - rimarca il Cavaliere - c’e’ stata molta baraonda sui giornali: a favore delle intercettazioni’’ e ‘’contro’’ le norme del ddl ‘’c’e’ solo una piccola lobby di magistrati e giornalisti’’ mentre ‘’la grandissima maggioranza e’ stanca di non poter usare il telefono per paura di essere spiata’’.
La battaglia del Pd
“Dobbiamo fare una battaglia con tutte le forze che abbiamo. La maggioranza non ha fatto alcuni correttivo e bisogna richiamare tutti alla coerenza. Che cosa ci ha trovato Fini di migliorato nel testo?”. E’ la domanda che il segretario Pd Pier Luigi Bersani pone al presidente della Camera che ha dato il suo ok al testo sulle intercettazioni, annunciando la battaglia del Pd in aula al Senato.
Casini: non votiamo
“Il Parlamento non rilascia timbri e spero che il governo non metta la fiducia” ma “é chiaro che il nostro voto è contrario”: è quanto afferma il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, arrivando all’assemblea di Confartigianato, a proposito del provvedimento sulle intercettazioni. “Questa legge così ancora non va e serve un dibattito ampio - dice Casini - per rafforzare il senso della legalità e il ruolo della stampa”.
I dubbi di Vitali
“Forse stiamo facendo un pasticcio, sarebbe stato meglio lasciare le cose come stanno”. Così ai microfoni di Radio Città Futura il deputato Luigi Vitali, ex sottosegretario in via Arenula e attuale responsabile della consulta della giustizia del Pdl. “Siamo partiti con una proposta del governo che prevedeva di regolamentare le intercettazioni in base all’entità della pena per alcuni reati, l’abbiamo modificata cercando di accontentare tutti e invece non abbiamo accontentato nessuno. Forse stiamo facendo un pasticcio, sarebbe stato meglio lasciare le cose come stanno”, ha detto Vitali ieri, durante la trasmissione Edizione della Sera. Il deputato ha aggiunto di non essere soddisfatto del ddl: “Sono convinto che il governo non debba fare per forza una legge: la deve fare se è nell’interesse della collettività”.
L’attesa del Colle
A quanto si apprende, la Presidenza della Repubblica segue con attenzione gli sviluppi del confronto in Parlamento sul disegno di legge in materia di intercettazioni, riservandosi di esaminarne l’esito solo quando il Capo dello Stato riceverà la legge per la promulgazione. La Presidenza della Repubblica non è entrata e non entra nel merito di nessuna formulazione e non è partecipe di alcun contatto del tipo di quelli che le sono state infondatamente attribuiti da alcuni giornali e agenzie di stampa.

10/06/2010
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