Legge Bavaglio, il governo pensa alla fiducia

A rischio la libertà di stampa e le indagini della magistratura

Silvio Berlusconi blinda il ddl intercettazioni alla Camera e attacca nuovamente i giudici “che bloccano l'azione del governo e arrivano a sostituirsi al popolo sovrano". Il premer pensa alla fiducia, dopo estenuanti trattative, spinge a chiudere i giochi sulle intercettazioni e su un testo del quale non è del tutto soddisfatto.
Intanto, la Commissione Giustizia del Senato è tornata a riunirsi alle nove di stamattina per esaminare gli emendamenti presentati dal relatore Roberto Centaro ma non si voterà nessuno dei 50 sub-emendamento fino alle ore 13,30. Verso le 15 è stata fissata la convocazione dell'Aula, pertanto è molto probabile che il voto di queste ultime proposte di modifica non si riuscirà a concludere. Sempre da fonti della maggioranza si continua a confermare l'ipotesi di un possibile voto di fiducia sul provvedimento.

Il relatore del ddl intercettazioni Roberto Centaro ha ritirato uno dei suoi 13 emendamenti presentati ieri al testo. Si tratta della proposta di modifica che riscriveva "meglio" la norma relativa agli atti sessuali con i minori. "Siccome tutta quella parte è stata espunta dal provvedimento - spiega il presidente della commissione Giustizia Filippo Berselli - Centaro ha deciso di ritirare il proprio emendamento. Pertanto le proposte di modifica del relatore diventano 12".



"Il Parlamento non rilascia timbri e spero che il governo non metta la fiducia" ma "é chiaro che il nostro voto è contrario": è quanto afferma il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, arrivando all'assemblea di Confartigianato, a proposito del provvedimento sulle intercettazioni. "Questa legge così ancora non va e serve un dibattito ampio - dice Casini - per rafforzare il senso della legalità e il ruolo della stampa".
"Forse stiamo facendo un pasticcio, sarebbe stato meglio lasciare le cose come stanno". Così ai microfoni di Radio Città Futura il deputato Luigi Vitali, ex sottosegretario in via Arenula e attuale responsabile della consulta della giustizia del Pdl. "Siamo partiti con una proposta del governo che prevedeva di regolamentare le intercettazioni in base all'entità della pena per alcuni reati, l'abbiamo modificata cercando di accontentare tutti e invece non abbiamo accontentato nessuno. Forse stiamo facendo un pasticcio, sarebbe stato meglio lasciare le cose come stanno", ha detto Vitali ieri, durante la trasmissione Edizione della Sera. Il deputato ha aggiunto di non essere soddisfatto del ddl: "Sono convinto che il governo non debba fare per forza una legge: la deve fare se è nell'interesse della collettività".

09/06/2010
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