Multiservizi: Comune non copre debiti, pignoramenti bloccano i conti. Incubo licenziamenti

La società partecipata vanta un credito di 3 milioni: a rischio 140 posti di lavoro

TORRE ANNUNZIATA (NAPOLI) -

E’ una battaglia campale per l’amministrazione Starita, ma è una battaglia campale anche per la Multiservizi. Da una parte il destino economico di un ente che rischia il dissesto davanti a un debito milionario accumulato per servizi goduti e mai pagati;  dall’altra una società partecipata (della quale l’ente è socio) alla canna del gas, col fiato dei fornitori sul collo, con un conto corrente bloccato dai pignoramenti, con 140 dipendenti a rischio e con un credito di tre milioni nei confronti di Palazzo Criscuolo.

Un braccio di ferro estenuante che ha un solo problema: sul tavolo mancano i soldi, o meglio quella vagonata di euro che salverebbe capra e cavoli.

Ci sono invece le strategie, i tatticismi, la volontà di non cedere. Ma intanto i giorni volano e il pressing dei fornitori della multiservizi si fa asfissiante: ci sono già 5 richieste di pignoramento sui conti aperti al Banco di Napoli (che di fatto hanno bloccato i movimenti della società), potrebbero essercene da qui a breve anche su quelli accesi presso la Bnl, senza contare le difficoltà nell’aprire nuovi fidi in altri istituti bancari. I pignoramenti da parte dei creditori (alcuni dei quali pare anche in odore di interdittiva antimafia) potrebbero arrivare anche al Comune. In ogni caso, i soldi più esposti all’assalto di chi pretende il saldo dei pagamenti sono quelli dei trasferimenti ordinari, ovvero quelli che mensilmente transitano dal conto del Comune alla società partecipata e che servono principalmente a pagare gli stipendi. Ed è facile allora immaginare un risvolto devastante: stop alla liquidità e stop alle mensilità per i 140 dipendenti faticosamente assorbiti dalla Multiservizi negli ultimni anni.

Una sciagura che qualcuno ha già messo in conto come conseguenza nefasta del braccio di ferro da 3 milioni di euro. Una sciagura che aggraverebbe l’emergenza sociale già alimentata dalla crisi occupazionale nell’ex area industriale.

Ieri pomeriggio l’ennesimo tentativo di accordo e l’ennesimo “nulla di fatto”. Il Comune non vuole (e non può) sborsare i 3 milioni, la Multiservizi non vuole (e non può) cedere. Se ne riparlerà venerdì, quando sul tavolo dovrebbe arrivare anche una delibera di giunta pronta da dicembre e illustrata ai capigruppo del consiglio comunale solo pochi giorni fa. Il succo dell’atto è semplice: l’ente offre alla Multiservizi poco meno di un milione e mezzo, ovvero la metà della somma richiesta, e per giunta spalmata su tre anni. In più la garanzia di allungare il contratto in scadenza nel 2013 di altri sei anni. In realtà, l’ipotesi è già trapelata, ma è trapelata anche la notizia che su quella delibera esiste un parere contabile positivo sì ma “con riserva”. Cioè: i soldi non ci sono, e non ci saranno almeno fino all’approvazione del prossimo bilancio di previsione, in più, spetterà al consiglio comunale rastrellarli nei vari capitoli di spesa destinati agli assessorati. Insomma, un’operazione economica complicatissima, visto che sulle casse dell’ente, quello della Multiservizi non è l’unico conto salatissimo che pende. C’è da giurare che venerdì non sarà la giornata dell’accordo, e che la tensione salirà ancora, anche perché la Multiservizi è alle prese con la chiusura del bilancio, nel quale deve conteggiare anche i crediti vantati. “La corda non si può tirare oltre”, e senza quei soldi si va diritti al crac e ai licenziamenti.

09/03/2010 RAFFAELE SCHETTINO
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massimo - 09/03/2010 12:59:09 di male in peggio E altri disoccupati qui a Torre...poi dicono che vogliono sconfiggere la criminalità...
 
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