Naufragio Concordia, dopo Schettino arrivano altri indagati

Vertice in procura, si va verso l'accertamento di nuove responsabilità

 Dopo intense riunioni-fiume dei pm, tenutesi da venerdì scorso ad oggi, domenica esclusa, la procura di Grosseto ha raggiunto un nuovo chiarimento del quadro investigativo sul naufragio della nave Costa Concordia. Un chiarimento che potrà portare entro breve all'iscrizione di nuove persone nel registro degli indagati, oltre ai nomi già noti del comandante Francesco Schettino e del suo vice in plancia Ciro Ambrosio. Le lunghe riunioni (l'ultima oggi) tra il procuratore Francesco Verusio, i sostituti Alessandro Leopizzi, Maria Navarro e Stefano Pizza, e gli investigatori della polizia giudiziaria sono durate giornate intere, e si sono rese necessarie sia alla luce delle nuove testimonianze raccolte nelle ultime tre settimane, sia in vista dell'imminente incidente probatorio sulla 'scatola nera' della nave, che comincerà il 3 marzo al Teatro Moderno di Grosseto. I pm avrebbero chiarito una serie di punti, soprattutto di carattere nautico, emersi dai racconti dei testi e ritenuti decisivi anche per il proseguimento dell'inchiesta, senza 'passi falsi' e possibilmente eliminando punti oscuri e contraddizioni dall'analisi incrociata delle testimonianze.

I nuovi indagati, secondo alcune indiscrezioni, potrebbero riguardare il personale di terra della Costa spa, ma probabilmente anche altre figure già presenti nell'inchiesta. Non si esclude che potrebbero essere contestati profili di reato diversi da quelli contestati finora a vario titolo, cioé l'omicidio plurimo colposo, il naufragio, l'abbandono dei passeggeri (per Schettino l'abbandono della nave). In ambienti giudiziari si evidenzia comunque che eventuali, nuovi indagati, partecipando all'incidente probatorio potranno esercitare i propri diritti di difesa, nominando consulenti di parte e contando in udienza sui propri avvocati difensori. L'allargamento dell'inchiesta ad altre possibili responsabilità del disastro del Giglio, è anche un modo per evitare che l'incidente probatorio debba ripetersi una seconda volta, pregiudicando i tempi del procedimento.

21/02/2012
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