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La nuova mappa della camorra, a Torre Annunziata c'è un baby-boss emergente
Patti, alleanze segrete e nuovi affari, ecco la situazione in tutta l'area Vesuviana
«Nella nuova Gomorra torrese si affaccia un giovane rampollo, aspirante boss, con un nome e cognome eccellente». E’ racchiusa in poche righe l’analisi della Dia sulla tregua di camorra a Torre Annunziata. Equilibri delicati, in piedi da mesi, contrapposizioni, trattative e mediazioni dopo le scie di sangue, con il picco di morti del 2007. E ora, la scalata al potere criminale.
Ecco l’analisi degli 007 dell’Antimafia, che tracciano gli organigrammi della camorra vesuviana: “Nel comune di Torre Annunziata, le dinamiche rilevate depongono per l’esistenza di una sorta di tregua tra i tanti gruppi camorristici, da ritenere funzionale all’espletamento delle illiceità riferibili in particolare ai clan Gionta e Chierchia, nonché al cartello criminoso riconducibile alle famiglie camorriste Gallo, Limelli e Vangone.
Tuttavia, è in seno allo storico clan Gionta che sono stati rilevati elementi di novità, seppure embrionali, consistenti nell’ascesa al potere di un giovane esponente della famiglia, deciso a riacquisire maggior infl uenza ai danni delle altre aggregazioni criminose della città”.
Torre Annunziata dunque potrebbe tornare ad essere una polveriera, con chiarezza i detective della Dia hanno contrassegnato in rosso l’area torrese, il punto critico sulla mappa dei clan della provincia di Napoli. A Pompei invece resiste una realtà criminale stabile: confermata la presenza del clan Cesarano che estende il suo raggio d’azione anche verso Scafati, ove può contare sull’alleanza con la cosca dei Matrone.
Invece “A Torre del Greco il clan Falanga - scrive la Dia - già di per sé ridimensionato dal contrasto investigativo e giudiziario degli ultimi anni, fa rilevare equilibri camorristici piuttosto precari. Tale tensione, come noto, è stata determinata dai disaccordi registrati tra gli appartenenti alla componente storica del clan ed un gruppo di separatisti”.
Nel comune di Boscotrecase è sempre la cosca Gallo-Limelli-Vangone a detenere la leadership camorristica, estendendo il proprio raggio d’azione anche nella zona di Trecase. “A Boscoreale, ove il 15 gennaio 2011 persone rimaste ignote hanno incendiato la porta-ingresso della sede comunale, già danneggiata a dicembre del 2010, i maggiori business criminali restano sempre appannaggio dei clan Annunziata, Aquino e Pesacane, ma si rileva anche l’operatività della famiglia Visciano, ritenuta un gruppo satellite del cartello Gallo-Limelli- Vangone”.
A Poggiomarino, l’ex feudo dei Galasso, continua a comandare la famiglia dei Giugliano, nonostante la disarticolazione subita nel 2009 con il blitz della Direzione Investigativa Antimafi a. Il gruppo Giugliano è da ritenere come un interlocutore privilegiato del potente clan Fabbrocino di San Giuseppe Vesuviano e, grazie a questo speciale vincolo di contiguità, negli anni, è riuscito ad accrescere il raggio d’azione anche nei comuni di Striano e Terzigno, come pure sul territorio di Sarno.
“Il clan Fabbrocino - scrive la Dia - opera in regime di monopolio criminale a San Gennaro Vesuviano, da cui estende il raggio d’azione nel comune di Palma Campania”. “Gli assetti camorristici monitorati nell’intera area - proseguono gli 007 - depongono per uno scenario complesso, contraddistinto dall’operatività di molte articolazioni criminose confl uite nella Nuova Alleanza Nolana al fi ne di affermarsi come unica alternativa alla leadership già esercitata dal disarticolato clan Russo.
Come noto, non appena costituitasi, la Nuova Alleanza Nolana era stata duramente colpita dagli esiti dell’operazione denominata ‘Black Jack’, nel cui ambito furono arrestate dieci persone ritenute responsabili di estorsione aggravata dal metodo mafi oso, documentando come l’organico dell’Alleanza fosse composto da transfughi di altre compagini”.
Lungo l’elenco dei colpi inflitti dalle forze dell’ordine alla camorra di Ercolano anche grazie i segnali di rinnovamento culturale originati dall’associazionismo antiracket: il contrasto ai clan Ascione-Papale e Birra- Iacomino ha permesso di raccogliere importanti risultati investigativi e giudiziari, fi no all’ultimo blitz di martedì scorso (41 ordianze di costodia cautelare in carcere). A Portici, nonostante le pesanti condanne infl itte ai vertici della famiglia camorristica denominata clan Vollaro, l’organizzazione continua ad essere particolarmente attiva nei settori del lotto clandestino, del traffi co di sostanze stupefacenti, dell’usura e, soprattutto, delle estorsioni.
10/02/2012
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