San Gennaro, spunta una seconda ampolla con dentro il sangue

dall'archivio storico di Metropolis

Nella infinita querelle tra fede e scienza che da secoli si dipana sul miracolo di San Gennaro spunta una seconda ampolla, simile a quella del prodigio, che è stata aperta e analizzata da un biologo molecolare dell'università Federico II, Giuseppe Geraci. In questa reliquia bis - che non è stato possibile datare né classificare - è stata trovata una sostanza che è passata dallo stato solido a quello liquido, e che si è rivelata essere sangue. La ricerca di Geraci sarà presentata questo pomeriggio a Napoli. L'ampolla bis è stata ritrovata una decina d'anni fa nell'eremo dei Camaldoli, ed i superiori dell'istituto l'hanno affidata ai responsabili della Cappella del Tesoro di San Gennaro: questi ultimi hanno voluto offrirla a Geraci, che da tempo è interessato alla questione San Gennaro. Poiché non è possibile analizzare il reperto originale (l'ampolla e il suo contenuto potrebbero essere irrimediabilmente danneggiati) il biologo ha aperto la seconda ampolla: il liquido rossastro contenuto all'interno si è solidificato a contatto con l'aria, ed è poi ridiventato liquido sottraendo calcio e scuotendo il campione. Successive analisi hanno confermato che si trattava di sangue umano. Si tratta comunque di manifestazioni diverse da quelle del miracolo "originale": il prodigio della liquefazione del sangue del patrono infatti non si verifica a contatto con l'aria, ed a volte giorni e giorni di scuotimento delle ampolle non sono bastati a provocare la liquefazione. Il lavoro di Geraci è stato comunque commentato con interesse, secondo quanto riporta Il Mattino, da un portavoce della Curia partenopea.

05-02-2010 10:54:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA