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«Sesso facile», l'anatema del vescovo di Pompei
POMPEI -
Il vescovo Carlo Liberati difende il valore della castità e si scaglia contro il sesso facile e l'immoralità. "Oggi, troppe volte – ha detto – le madri si dimenticano delle figlie che, invece di rientrare a casa per le 22,30, sono in macchina con uomini sposati". Nel giorno in cui centinaia di persone hanno accolto le spoglie mortali di Santa Maria Goretti in piazza Bartolo Longo, il monsignore, nella sua omelia, richiama all'ordine le donne ad una condotta irreprensibile. “Ormai non si ha più il coraggio di dire no e di resistere. La castità – ha dichiarato – per molte madri e signorine non rappresenta nulla. Dimenticano che il peccato di natura sessuale è la più grande rovina del nostro essere mentre Dio vuole il dominio del nostro corpo". L'arrivo della "bambina di Gesù", che nel 1902, a 12 anni, preferì essere uccisa anziché perdere la verginità, ha rappresentato l'occasione, per monsignor Carlo Liberati, di scagliarsi contro i facili costumi, causa di depressioni e divorzi. "La gente pensa – ha dichiarato, rivolgendosi ai fedeli – che io comandi. In realtà, talvolta, devo eseguire gli ordini anche quando non li condivido. Avrei voluto parlare dell'esempio di Santa Maria Goretti ad un pubblico più numeroso – ha proseguito - scegliendo un altro mese ed un'altra data. Purtroppo mi è stato detto che potevo ospitare Marietta soltanto in questo giorno e, davanti a lei, è caduta ogni mia resistenza".
18/02/2012
PAOLO DI CAPUA
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