Tesseramento dello scandalo, nel Pdl inizia lo scaricabarile

di GIOVANNI SANTANIELLO NAPOLI -

Ecco: ci fu un presidente degli Stati Uniti che sulla porta dello studio ovale sistemò un cartello: “Lo scaricabarile finisce qui”. A Napoli, a piazza Borsa e dintorni, quest’aneddoto viene in mente a qualcuno del Pdl. Ma perchè, da queste parti, dopo il sequestro eseguito dalla Dda di Salerno di 26mila tessere del partito e l’aspettativa (più che fondata) che l’inchiesta molto presto si allargherà anche a Napoli, lo scaricabarile è appena iniziato. Leggasi l’intervista rilasciata ieri a Gimmo Cuomo del Corriere del Mezzogiorno da Luigi Cesaro. Il numero uno del partito di Berlusconi a Napoli e provincia, tant’è che nello stesso momento ricopre il ruolo istituzionale di presidente di Palazzo Matteotti e politico di coordinatore provinciale del Pdl, a proposito del tesseramento, ha dichiarato: “Io mi sono astenuto dal parteciparvi in prima persona”.

In più: alla domanda ‘chi ha lavorato al posto suo’ (il Corriere, in ogni caso, ha tenuto a precisare che Cesaro ha fatto il pieno di iscritti), il presidente ha lasciato il cerino acceso in mano a “Ianniciello, Schiano, De Siano, Amente e Giacobbe (tutti consiglieri regionali e provinciali suoi fedelissimi, ndr). Ma anche altri, oltre a tanti sindaci: il più attivo è stato Luigi Bobbio”. E quindi: la reazione dei diretti interessati alla lettura mattutina dell’intervista è stata, nel migliore dei casi, di una imprecazione e di una riflessione: “Perchè ha voluto mettere le mani avanti e gettare noi, suoi fedelissimi, in trincea?”. La risposta a questa domanda, come facilmente prevedibile, non è arrivata. Ma la giornata è continuata ancora peggio. Con il passare delle ore, infatti, si è diffusa nelle stanze del Pdl napoletano una notizia che fotografa alla perfezione lo stato dell’arte tra i berlusconiani made in Napoli. E’ quella, appunto, dello scaricabarile. Chi si accolla la patata bollente del tesseramento che a Napoli e provincia avrebbe addirittura toccato quota 75mila? A Roma, Angelino Alfano prima ha accusato il colpo, poi ha scaricato tutto sul commissario regionale che ha appena nominato, Nitto Palma. E quest’ultimo, ancora ieri, mentre andava dicendo che i congressi, al massimo, slitteranno di una settimana (al secondo anzichè al primo week end di marzo), ha tentato il colpo gobbo. Avrebbe voluto, infatti, che Cesaro (in quota al quale si calcola che farebbero riferimento circa 45mila tessere, tant’è che per portarle a Roma fittò un pulmino) firmasse un documento o facesse una dichiarazione pubblica nella quale ci mettesse la faccia o, se si preferisce, la mano sul fuoco. Garantisse, vale a dire, che le tessere sono pulite. Ora: poichè anche nelle tragedie c’è almeno un momento di ilarità, si può immaginare il tenore e il gesto di accompagnamento della risposta del presidente. Per dirla con Totò: ha ricordato che lui non è «Pasquale». E quindi: il gioco dello scaricabarile è continuato imperterrito, con l’intervista concessa al Corriere nella quale Cesaro scarica sui suoi fedelissimi. Nota a margine, ma assai significativa: tra di loro compare anche il sindaco di Castellammare, l’ex pm della Dda napoletana Luigi Bobbio. Nella città delle acque, si è raggiunto l’apice del tesseramento che rischia di scottare parecchi big del Pdl. Gli stabiesi iscritti al partito di Berlusconi, infatti, non sarebbero nemmeno più tremila, come si è detto finora, ma oltre 5.000. Un numero che dire spropositato, in una città di 66 mila abitanti, è poco, visto che alle elezioni amministrative del 2010, quelle vinte dal Pdl di Bobbio, il partito ottenne, più o meno, lo stesso numero di preferenze. Di più: sempre nelle stanze del Pdl, viene fuori che di quelle 5.000 tessere, circa 1.300 fanno capo direttamente al primo cittadino. Quando e chi le visionerà per primo? Bella domanda, non solo a tessera-city. Ma lo scaricabarile ai piani alti è già iniziato.
  twitter@g_santaniello 

18/02/2012 Visualizza l'Archivio Cronaca


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