Torre del Greco, raid vandalico a scuola: inno alla mafia

TORRE DEL GRECO -

Un cuore con la vernice spray per inneggiare alla mafia. È l’inquietante «scherzo di Carnevale» organizzato dalla baby gang che alla vigilia del martedì grasso si è intrufolata - utilizzando la scala anti-incendio e forzando una porta anti-panico al terzo piano - all’interno del terzo circolo didattico «Don Bosco» di via del Clero. Un raid vandalico, l'ennesimo nella scuola di «frontiera» del centro storico di Torre del Greco, a cui adesso gli investigatori guardano con particolare attenzione per capire chi o cosa si nasconda dietro il branco di ragazzini protagonisti dell'incursione che ha scatenato il terrore nel quartiere a due passi da piazza Luigi Palomba. Sono stati proprio gli abitanti del rione incastonato nella roccaforte del clan Falanga a lanciare - avvistata la baby gang che si «arrampicava» sulle scale anti-incendio della scuola elementare e per l'infanzia - l'allarme ai carabinieri e agli agenti di polizia municipale: «C'è un gruppo di bambini che gioca pericolosamente a 20 metri d'altezza, correte alla don Bosco», la segnalazione raccolta dalle forze dell'ordine.

In pochi minuti, una pattuglia di vigili urbani è arrivata sul posto: alla vista degli uomini in divisa, i piccoli vandali si sono frettolosamente allontanati, sfuggendo così ai controlli. Durante la successiva ispezione all'interno del terzo circolo didattico, i caschi bianchi agli ordini del comandante Andrea Formisano hanno scoperto che la baby gang aveva distrutto alcuni armadietti al secondo e terzo piano, svuotando diversi estintori nei corridoi della scuola: una sorta di guerra di Carnevale al posto del «tradizionale» lancio di uova e farina, conclusa con il furto di cinque bombole schiumogene da utilizzare poi in strada. Alcuni estintori sono stati successivamente abbandonati (e recuperati dal personale della «Don Bosco») nel cortile della scuola di via del Clero, mentre durante le verifiche per accertare i danni provocati dalla «bravata» della baby gang i vigili urbani hanno scoperto il grave messaggio lasciato in bella vista su una parete al secondo piano: un cuore accanto alla scritta mafia.

Un messaggio che ha fatto immediatamente rizzare le antenne agli agenti della polizia municipale che - attraverso la ricostruzione di alcuni testimoni che avevano assistito al raid dai balconi di casa - hanno scoperto che un ragazzino si era ferito al viso durante la battaglia con gli schiumogeni. Un racconto che ha trovato le prime conferme quando gli uomini in divisa sono arrivati al pronto soccorso dell'ospedale Maresca: «E' arrivato un ragazzino di 14/15 anni con forte bruciore agli occhi, ma abbiamo suggerito una visita in una struttura sanitaria con il reparto oculistico», la versione dei camici bianchi. Una versione accompagnata da un sommario identikit della «vittima» della guerra di Carnevale all'interno del terzo circolo didattico, al momento ricercata dagli investigatori. «Attraverso il quattordicenne - la convinzione degli uomini in divisa - potremmo poi risalire all'intero branco che ha danneggiato la scuola». E lasciato un messaggio che rischia di mettere in discussione l'importante lavoro sotto il profilo sociale portato avanti dal corpo docente e non solo per cancellare il marchio di scuola di «frontiera» che storicamente accompagna il terzo circolo didattico.

ALBERTO DORTUCCI
twitter @a_dortucci
22/02/2012
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