Truffa alla Tim, la camorra dietro il business delle ricariche rubate

NAPOLI - La Guardia di Finanza ha effettuando diversi arresti nella citta´ di Napoli e decine di sequestri in tutta Italia nell´ambito di una indagine su una presunta truffa telematica ai danni della Tim. L´operazione e´ svolta in collaborazione con polizia postale e il Gruppo anticrimine tecnologico di Roma. Secondo quanto si apprende, sulla Tim sarebbero ricaduti i costi di telefonate fittizie a numeri a tariffazioni speciali 899 e 166.

Alcune societa´ con sede in Toscana sarebbero coinvolte nella truffa alla Tim su cui sta indagando la procura di Napoli. A Firenze la squadra mobile della questura ha sequestrato la sede di una societa´ in via Empoli, mentre sono in corso accertamenti a Campi Bisenzio su un´altra azienda che fornisce servizi telefonici. A Pisa e ad Arezzo altri accertamenti sono in corso da parte della polizia postale su analoghe societa´ ritenute dagli investigatori collegate con il meccanismo su cui indaga la procura di Napoli. Gli accertamenti in corso in Toscana sono relativi alla fornitura di servizi telefonici sui numeri 899.
(Il testo continua dopo l'immagine.)


Nell´ambito dell´indagine sono state arrestate stamattina in flagranza cinque dipendenti di una impresa di pulizie in servizio nella sede Telecom del Centro Direzionale di Napoli. Sono state inoltre fermate sei persone ritenute appartenenti alla organizzazione che ha attuato la truffa. Altre 29 persone sono state denunciate in stato di liberta´. Gli inquirenti hanno disposto il sequestro di 45 aziende che operano nel settore delle comunicazioni, bloccando inoltre 70 conti correnti bancari per un valore di 50 milioni di euro, ed hanno individuato dieci societa´ attive all´estero.

Sono state sequestrate anche 200 numerazioni a tariffazione aggiunta. Secondo quanto accertato dagli investigatori, la truffa e´ stata compiuta attraverso la ricarica abusiva di circa 35 mila schede telefoniche (sim card) intestate perlopiu´ a soggetti inesistenti o extracomunitari. Le ricariche venivano eseguite introducendosi abusivamente nel sistema informatico attraverso i terminali che si trovano nel Centro customer care del Centro direzionale di Napoli, usando login e password ´´sottratte´´ dai computer degli operatori.

L´accredito del traffico telefonico veniva poi ´´scaricato´´ verso le numerazioni 166-899-892, assegnate a societa´ controllate e riconducibili agli esponenti dell´organizzazione. Quest´ultimi sarebbero collegati a Nicola Rullo, gia´ detenuto per altri reati e ritenuto vicino al clan Contini. La camorra infatti avrebbe lucrato sull´attivita´ illecita´ e agli indagati e´ contestata l´aggravante di aver agevolato l´attivita´ del gruppo camorristico.

I fermati, con l´accusa di far parte dell´organizzazione, sono tutti napoletani: Antonio Santaniello, 39 anni, Emanuele Riccio, 27, Sergio Borriello, 36, Gianluca D´Addosio, 27, Carmine Fabozzi, 39, e Giovanni Garofalo, 30. Napoletani anche gli addetti alle pulizie arrestati in flagranza: Anna Coletta, 36, Alfredo Sartore, 42, Giuseppe D´Andrea, 33, Luigi Rachiglio, 45, e Concetta Vicedomini, 50.
21/04/2008 Visualizza l'Archivio Cronaca

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