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Mourinho, le manette irritano gli arbitri: tre giornate di squalifica al tecnico
Il portoghese si difende ma sferra altri attacchi ai colleghi Ranieri e Mazzarri
Prima o poi doveva accadere: Mourinho oltre le righe non è piaciuto affatto e si becca tre giornate di squalifica. A far scatenare la bufera, sabato sera, sono stati quei pugni incrociati mostrati alle telecamere, un gesto chiaramente legato all’arbitraggio di Tagliavento ("sono stato interpretato male", si difende Mou) che invece ha ragione da vendere sulle due espulsioni in campo. Anzi, l’Inter è stata persino graziata: c’era un rosso per un colpo di arti marziali a centrocampo su Pozzi e c’era addirittura un calcio di rigore per la Sampdoria. Per Mourinho, invece, non è stato così. E non è stato così nemmeno per Massimo Moratti che ieri ha fatto sentire la sua voce al Palazzo attraverso una telefonata alla Figc. Il fatto è che nella giornata in cui la Roma e il Milan hanno riaperto la corsa allo scudetto i nerazzurri hanno perso la testa. E allora, quelle “uscite” che spesso sono anche risultate simpatiche, trasformano il tecnico portoghese in un bersaglio legittimo. Gli arbitri sono in rivolta e le parole di Marcello Nicchi, capo dell’Aia, sono perentorie. «E’ un delirio evidente a tutti». In realtà il riferimento è ai continui piagnistei di presidenti, dirigenti e allenatori. Una deriva, effettivamente, che rischia di paralizzare quella rivoluzione di rapporti tra arbitri, calciatori e panchina che Collina aveva caldeggiato. Ora, la situazione è esplosiva. Mourinho, che ha già collezionato due deferimenti, per la sua sceneggiata sconterà tre turni di squalifica, anche perché, alla fine del primo tempo di Inter-Sampdoria, negli spogliatoi si è scatenato un parapiglia tra Cambiasso e Pozzi e Mou ha continuato a insultare Tagliavento. La procura federale ha il rapporto, e ha deciso per linea dura. Oltre alla squalifica anche una multa di 40 mila euro. Insomma, stavolta Mou ha proprio superato ogni limite, anche nei confronti dei colleghi e sebbene in silenzio stampa (assurdo che una corazzata come l’Inter decida di cucire la bocca ai propri tesserati nella domenica più calda della stagione, cosa che ovviamente in Europa non è accettata) fa sentire la sua voce attraverso il suo addetto stampa. «Dopo aver letto le dichiarazioni del signor Ranieri e del signor Mazzarri, come addetto stampa ma anche come amico di José Mourinho, voglio dire al signor Ranieri che José sia al Chelsea di Abramovich che all'Inter di Moratti ha vinto molti titoli, al contrario del signor Ranieri che al club di Abramovich e alla Juve della famiglia Agnelli non ha vinto un titolo». E c’è di più: “Al signor Mazzarri invece sottolineo che un asino può lavorare molto ma non diventerà mai un cavallo di razza”. Le bordate vanno bene, gli sfottò anche, a volte. Ma le cadute di stile proprio no.
22/02/2010
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