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C’è anche la beffa dei fitti passivi: i ritardi costati 145mila e l’anno
La giunta Starita segnalò le anomalie: via ai controlli
TORRE ANNUNZIATA (NAPOLI) -
19/03/2010 -
I lavori a Palazzo Criscuolo dovevano durare un anno e mezzo. Obiettivo fallito, visto che la sede istituzionale del Comune di Torre Annunziata ha aperto i battenti da pochi mesi ed è tuttora incompleta in molti suoi settori. Il restyling e l’ammodernamento dell’edificio fatto realizzare nel 1800 dal commerciante di grano Nicola Gargano, prevede anche la realizzazione di una grande aula consiliare, più accogliente della sala intitolata a “Giancarlo Siani”, che sarà utilizzata per le iniziative del cerimoniale. I ritardi nella realizzazione del progetto hanno provocato anche una beffa per le casse del Comune di Torre Annunziata, oltre allo spreco di denaro pubblico ipotizzato dagli inquirenti. La mancata disponibilità della struttura è costata 145mila euro l’anno all’Ente: a tanto ammontava il fitto dell’edificio di via Dante, che dal 2003 ad oggi, ha ospitato uffici comunali, segreteria, locali per sindaco, assessori e consiglieri. Il ritardo di cinque anni rispetto ai tempi di consegna del nuovo Municipio hanno arrecato alle casse comunali, quindi, un ulteriore danno di 725mila euro. L’input all’inchiesta della Procura è stato dato dall’esecutivo Starita, sulla cui gestione sono ricaduti i maggiori costi derivanti dalle varianti degli anni passati.
Proprio a Palazzo Criscuolo, in occasione della cerimonia per la cittadinanza onoraria al generale dei carabinieri Gaetano Maruccia, accuse sulla vicenda di Palazzo Criscuolo erano state lanciate dal procuratore aggiunto Raffaele Marino, che sta seguendo da vicino le indagini. Il magistrato, parlando degli obblighi delle amministrazioni e della trasparenza degli atti, riportò tra gli esempi quello dell’appalto di Palazzo Criscuolo. Una storia infinita, forse dai risvolti penali.
GIANLUCA DE MARTINO
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