Minori, a Napoli trenta centri rieducativi contro la violenza

Il Comune di Napoli sta per bandire un progetto rivoluzionario

NAPOLI - 09/03/2010 -

Il Comune di Napoli sta per bandire un progetto per 30 centri rieducativi per avere una strategia diffusa su tutto il territorio contro la criminalità minorile. E' quanto emerso nel corso di un convegno del Dipartimento per la giustizia minorile nel corso del quale alcuni educatori hanno evidenziato l'emergenza violenza tra i giovani nel napoletano. "A Secondigliano e Scampia la violenza è un codice comunicativo e le esistenze quotidiane sono segnate da una pedagogia mafiosa che sembra inibire ogni possibilità di intervento degli operatori". Il quadro è stato tracciato da due funzionari dell'Istituto centrale di formazione(Icf) del Dipartimento della giustizia minorile che hanno tenuto un corso per assistenti sociali, insegnanti e operatori dell'Asl locale. Gli psicologi dell'Icf, Maria Grazia Castorina e Mario Schermi, hanno notato che chi si occupa di criminalità minorile in quel contesto "affronta il proprio compito penalizzato da una sorta di impotenza che oscura la mente e rende difficile ogni percorso educativo".

Questo perché "alcune zone
sono fortemente impregnate da un sentire mafioso. La violenza non è un inciampo, ma un mediatore ordinario nelle relazioni", gli adulti insegnano a costruire la vita facendo forza sull'aggressività. Quello che gli educatori devono fare, é il consiglio di Schermi, "é avere consapevolezza di esserne condizionati, allontanando il sentimento di inadeguatezza: educare sapendo che ci si rivolge a persone che hanno un'educazione alla violenza". "I risultati nel breve termine non sono percepibili, ce ne sono piccolissimi in tempo lunghi - spiega Castorina - ma sta cambiando nelle istituzioni il modo di affrontare la questione".

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