|
Natale Dantese, il boss dei Papale, era diventato un obiettivo sensibile
Il 28enne accusato di essere il reggente sceglie la strategia del silenzio
ERCOLANO (NAPOLI) -
11/03/2010 -
Ha scelto di fare scena muta. Ha preferito non rispondere alle domande del Gip del tribunale di Napoli. E Natale Dantese, 28 anni, reggente del clan Ascione-Papale, è rimasto in cella. Secondo i dossier delle forze dell’ordine era in pericolo di vita. Decapitato il clan, aveva il compito di tenere insieme, le redini dell’organizzazione criminale. Aveva il peso e il carisma per contrapporsi al lan Iacomino-Birra. Ed era diventato un possibile bersaglio. Nei racconti dei collaboratori di giustizia sono inoltre emersi ulteriori elementi che potrebbero coinvolgere anche Dantese. Come il caso dell’omicidio dell’imprenditore Carlo Borrelli, trovato bruciato sulla statale 268 per essersi rifiutato di pagare il pizzo al clan. Le indagini, coperte dal massimo riserbo, potrebbero aprire uno squarcio di luce sulla morte dell’imprenditore edile, freddato a 39 anni con 5 colpi di pistola il 12 giugno del 2009. Dalle indagini emergerebbe che Borrelli titolare dell’impresa ‘Edil Italia’ con sede in via Marconi a Ercolano, avrebbe più volte pagato il pizzo al clan per lavori di ristrutturazione in condomini privati. Ad un certo punto si sarebbe rifiutato di pagare una seconda tangente dopo aver ristrutturato gratis uno stabile e, dunque, sarebbe stato punito. Questa ipotesi non esclude però le altre.
Borrelli era molto conosciuto in città e la sua morte destò stupore: per molti giorni in città si parlò dell’atroce gesto senza trovare una spiegazione. “Era una persona disponibile” commentarono alcuni vicini mentre la moglie e i duei figli maschi, chiusi nel dolore, preferirono non lasciare dichiarazioni. Nel giorno del funerale, in un clima teso, nella chiesa del SS. Rosario a Ercolano il parroco Riccardo Coppola tratteggiò il ritratto dell’imprenditore e ammonì: “Dobbiamo pregare anche per i carnefici, perché chiedano misericordia a Dio, perché possano comprendere l’abbrutimento del loro essere”. Carlo Borrelli fu identificato grazie alla fede nuziale, che non era stata intaccata dalle fiamme, su cui era inciso il nome della moglie, Raffaella, e la data del matrimonio 16-9-91. Il corpo era in una piazzola di servizio della statale 268. Furono alcuni automobilisti a individuare il cadavere, nel tratto della statale tra Sant’Anastasia e Cercola. Sul posto giunsero i carabinieri di Castello di Cisterna che avviarono immediatamente le indagini. Tra i protagonisti della vicenda, secondo le dichiarazioni dei pentiti, Natale Dantese, 28 anni (nella foto), arrestato lunedì scorso dai carabinieri con l’accusa di essere l’attuale reggente del clan Ascione-Papale.
|
Visualizza l'Archivio Cronaca

|
|
|
|



|