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Potere & media, gioco pericoloso: le iene azzannano il sindaco di Castellammare
CASTELLAMMARE -
28/01/2012 -
E’ stato amore a prima vista, quello tra Bobbio e la tv. Tant’è che il sindaco, evidentemente, se le cerca scientificamente pur di ‘fare notizia’ e suscitare l’interesse dei mass media nazionali e talvolta, come nel caso dello stop alle minigonne, internazionali. Un giorno, finirà oggetto di qualche tesi di laurea sulla comunicazione: come apparire senza dare conto di ciò che si è chiamati a fare. Ma tant’è: a furia di giocare col fuoco all’insegna del motto ‘bene o male, purchè si parli di me’, Bobbio, questa volta, si è scottato. Le Iene hanno azzannato anche lui. Dal servizio andato in onda giovedì sera su Italia Uno, ne esce male il vescovo, che si trincera dietro un inspiegabile silenzio (tanto più paradossale se si pensa che la sua missione dovrebbe essere basata sulla Parola). Ne esce assai ridimensionato lui che, tutto impettito, si è concesso assai felicemente alle telecamere sicuro, evidentemente, di fare bella figura, salvo poi tradire tutta la strumentalizzazione del suo impegno anticamorra. Ne esce bene solamente il boss Renato Raffone. Un paradosso: l’ennesima umiliazione per Castellammare. Città di Gomorra, in diretta tv, tanto che il servizio si chiude con la famiglia camorrista che dice: “per favore, per evitare strumentalizzazioni, non fermate più San Catello sotto casa”. Trattata come un vera istituzione, con pari dignità rispetto a Chiesa e Comune, la camorra, a Castellammare, dichiara a telecamere accese e risolve il caso della processione. Per questo, con Bobbio, si è scottata l’intera città.
Ma, Iene a parte, evidentemente, i media sono una brutta bestia da addomesticare. Bobbio ebbe la peggio anche nel caso delle minigonne, quando finanche la tv brasiliana Globo si interessò al sindaco-sceriffo, e di Castellammare rise mezzo mondo. Meglio al sindaco va quando le telecamere sono quelle dei Tg amici: il Tg1 (attorno al quale non a caso il potere berlusconiano è tuttora arroccato) e il Tg5, i cui inviati, vengono, fanno poche domande e vanno in onda. Lì, il sindaco fa le sue brave lezioni da professionista dell’Antimafia, dai falò dell’Immacolata che è “riuscito a non fare appiccare” all’assalto a Palazzo Farnese degli operai Fincantieri, dopo la notizia della chiusura del cantiere, fino al caso delle copie di Metropolis censurate dalla camorra, con gli edicolanti intimoriti pur di non diffondere il giornale che in anteprima dava la notizia del pentimento di Salvatore Belviso. Il sindaco fece scalpore, non volendo dare la solidarietà al giornale, ma ipotizzando chissà quale convivenza. Roba da un quarto d’ora di celebrità in più.
GIOVANNI SANTANIELLO
twitter @g_santaniello
twitter@g_santanielloE’ stato amore a prima vista, quello tra Bobbio e la tv. Tant’è che il sindaco, evidentemente, se le cerca scientificamente pur di ‘fare notizia’ e suscitare l’interesse dei mass media nazionali e talvolta, come nel caso dello stop alle minigonne, internazionali.
Un giorno, finirà oggetto di qualche tesi di laurea sulla comunicazione: come apparire senza dare conto di ciò che si è chiamati a fare. Ma tant’è: a furia di giocare col fuoco all’insegna del motto ‘bene o male, purchè si parli di me’, Bobbio, questa volta, si è scottato. Le Iene hanno azzannato anche lui. Dal servizio andato in onda giovedì sera su Italia Uno, ne esce male il vescovo, che si trincera dietro un inspiegabile silenzio (tanto più paradossale se si pensa che la sua missione dovrebbe essere basata sulla Parola). Ne esce assai ridimensionato lui che, tutto impettito, si è concesso assai felicemente alle telecamere sicuro, evidentemente, di fare bella figura, salvo poi tradire tutta la strumentalizzazione del suo impegno anticamorra. Ne esce bene solamente il boss Renato Raffone. Un paradosso: l’ennesima umiliazione per Castellammare. Città di Gomorra, in diretta tv, tanto che il servizio si chiude con la famiglia camorrista che dice: “per favore, per evitare strumentalizzazioni, non fermate più San Catello sotto casa”. Trattata come un vera istituzione, con pari dignità rispetto a Chiesa e Comune, la camorra, a Castellammare, dichiara a telecamere accese e risolve il caso della processione. Per questo, con Bobbio, si è scottata l’intera città.
Ma, Iene a parte, evidentemente, i media sono una brutta bestia da addomesticare. Bobbio ebbe la peggio anche nel caso delle minigonne, quando finanche la tv brasiliana Globo si interessò al sindaco-sceriffo, e di Castellammare rise mezzo mondo. Meglio al sindaco va quando le telecamere sono quelle dei Tg amici: il Tg1 (attorno al quale non a caso il potere berlusconiano è tuttora arroccato) e il Tg5, i cui inviati, vengono, fanno poche domande e vanno in onda. Lì, il sindaco fa le sue brave lezioni da professionista dell’Antimafia, dai falò dell’Immacolata che è “riuscito a non fare appiccare” all’assalto a Palazzo Farnese degli operai Fincantieri, dopo la notizia della chiusura del cantiere, fino al caso delle copie di Metropolis censurate dalla camorra, con gli edicolanti intimoriti pur di non diffondere il giornale che in anteprima dava la notizia del pentimento di Salvatore Belviso. Il sindaco fece scalpore, non volendo dare la solidarietà al giornale, ma ipotizzando chissà quale convivenza. Roba da un quarto d’ora di celebrità in più.
GIOVANNI SANTANIELLO
twitter@g_santaniello
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