Aggiornato 02/09/2010 21:09:01

Raffaele Cutolo voleva pentirsi, ma fu minacciato dai servizi segreti

Il superboss della camorra voleva raccontare tutto, a partire dalle trattative per Moro

06/03/2010 -

Si era aperta una crepa nella coscienza di Raffaele Cutolo, era stato ad un passo dal raccontare i retroscena degli orrori della faida degli anni Ottanta, poi, la decisione di tirarsi indietro quando era già stato avviato un imponente servizio di protezione. “Le mie donne mi hanno detto di non pentirmi”, disse allora il professore della Nco, “in realtà Cutolo ebbe pressione da parte dei servizi segreti”. A raccontarlo è il procuratore capo della Repubblica di Salerno, Franco Roberti. Allora, il pm efra magistrato in servizio alla Dda di Napoli. Era quasi riuscito nell’impresa più ardua degli ultimi trent’anni, far parlare il boss che fondò una delle organizzazioni criminali più potenti della storia del Mezzogiorno. Cutolo, secondo il racconto che Roberti affida alla stampa questa mattina, era pronto a vuotare il sacco, partendo dalle trattative per la liberazione di Aldo Moro. L’impresa stava riuscendo grazie anche al lavoro del pubblico ministero Alfredo Greco, al quale il superboss aveva sussurrato: “Dottore, da dove dobbiamo cominciare?”.

In quei
giorni, Cutolo è formalmente indagato per la morte di Salvatore Alfieri, fratello del boss Carmine. E’ recluso nel carcere di Belluno, ma per i primi colloqui è stato trasferito nel penitenziario di Carinola. Non basta, per ascoltare i segreti e gli orrori della cruenta faida degli anni Ottanta si decide che è meglio trasferire il professore di Ottaviano in una struttura militare nel salernitano. Il viaggio è già programmato, ma poche ore prima Cutolo torna sui suoi passi. “Non voglio più collaborare”. Il Pm Greco parte alla volta del carcere di Carinola, viene seguito da un’auto e una moto di grossa cilindrata e capisce che qualcosa non va. Arriva nel penitenziario, ma prima di lui sono arrivati decine di uomini funzionari del ministero. A quel punto, è impossibile convincere il superboss. E quella crepa nella coscienza di Cutolo torna magicamente a richiudersi.

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peppe riso - 06/03/2010 11:18:20 che squallore Quest'"uomo" viene quasi definito un santo o un eroe. Quando invece sappiamo tutti i danni che ha arrecato ai nostri territori. Gli eroi sono Falcone, Borsellino...lo Stato. Non può esserlo un camorrista!!
torrese73 - 07/03/2010 10:54:57 torrese73 e brav u prufsor .......
renzo benzi - 07/03/2010 15:25:02 commento e' colpa di questi individui ! che per lavorare dobbiamo trasferirci al nord... la criminalita' ha rovinato le persone oneste.
nino - 08/03/2010 00:47:38 u prufssor cia rovinato x questo adesso ci troviamo nelle condizioni di non avere ne arte e ne niente...
Antonio, nato e cresiuto a Torre Annunziata. - 08/03/2010 15:53:42 Che schifo Se avesse parlato avrebbe almeno ridotto dell'1% i danni che ha provocato all'intero Paese. Che schifo....a questo punto potete anche buttare via le chiavi......Torrese emigrato al Nord Italia.....ma con tanta voglia di ritornare.....FATE PULIZIA!!!
Giovanni - 23/06/2010 12:31:43 Cutolo Dovete disintegrarlo, e cancellare il suo nome per sempre.
 
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