Topo morto nella farina, chiuso panificio all'ingrosso a Pompei

Controlli alimentari dei carabinieri, nei guai un commerciante

POMPEI (NAPOLI) - 09/03/2010 -

Un topo morto in un sacco di farina destinata alla produzione di pane e di altri prodotti da forno: è quanto hanno scoperto i carabinieri, insieme agli ispettori sanitari dell’Asl, in un panificio alla periferia sud di Pompei, che non vende al dettaglio ma che produce per altri esercizi. Il panificio è stato posto sotto sequestro, insieme a 1.600 chili di farina rinvenuta all’interno dei locali e a un deposito di circa 50 metri quadrati, mentre il titolare del negozio, un 32enne di Pompei, è scattata la  denuncia a piede libero per violazione delle norme sanitarie. In tutto i panifici passati al setaccio dalla task force composta da militari e sanitari sono stati quattro, quasi tutti alla periferia di Pompei: per gli altri tre forni ispezionati sono scattate soltanto sanzioni di tipo amministrativo relative a piccole difformità rispetto alla normativa sanitaria. Altri controlli a tappeto di questo tipo saranno inoltre effettuati anche nei prossimi giorni, sempre in collaborazione tra gli uomini del 112 e gli ispettori del dipartimento Ispezione alimenti dell’azienda sanitaria locale Napoli 3 Sud. Nel corso dei controlli effettuati nei giorni scorsi i carabinieri di Pompei, coordinati dal luogotenente Vittorio Manzo, hanno riscontrato la violazione igienica più grave sicuramente in una panetteria alla periferia sud di Pompei. Addirittura all’interno di uno dei sacchi di farina ispezionati dai militari e dall’Asl è stato rinvenuto un topo senza vita. Con tutta probabilità il roditore si era introdotto nel sacco di farina per cibarsi.

Anche altri sacchi di farina presenti nel panificio, infatti,
presentavano fori più o meno grandi, segno della presenza di altri roditori nei locali della panetteria. Inoltre i militari di Pompei e gli ispettori dell’Asl hanno riscontrato anche la presenza di feci dei roditori in diversi punti del laboratorio dove avveniva la panificazione e la produzione di altri prodotti da forno. Per questa gravi carenze igieniche riscontrate, dunque, i carabinieri e gli ispettori dell’Asl non hanno potuto fare altro che sequestrare il panificio ispezionato, insieme ai circa 16 quintali di farina stoccati e insieme ad un locale di deposito di circa 50 metri quadrati. Inoltre il 32enne titolare è stato denunciato in stato di libertà ai sensi dell’art.5 della legge numero 283 del 1962, noto come testo unico delle leggi sanitarie, che disciplina le condizioni igieniche nella produzione e vendita di sostanze alimentari. L’articolo 5 della normativa, in particolare, fa riferimento a sostanze alimentari tenute “in cattivo stato di conservazione” e “insudiciate, invase da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocive, ovvero sottoposte a lavorazioni o trattamenti diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione”. Piccole inosservanze sono state riscontrate, invece, in altre panetterie ispezionate. I controlli di militari e sanitari, tuttavia, proseguiranno anche nei prossimi giorni, a caccia di altre gravi carenze igieniche in esercizi commerciali.

MARCO PIROLLO
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