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Torre del Greco, un attivista del comitato Pro-Maresca aggredisce dipendente dell'ospedale
TORRE DEL GRECO -
28/01/2012 -
Temendo che il trasferimento organizzato in fretta e furia in una stanza del terzo piano fosse il primo segnale di un nuovo declassamento dell’ospedale di Torre del Greco, non ha esitato a impugnare e lanciare un crocifisso contro i dipendenti dell’Asl che stavano spostando sedie e scrivanie: un gesto che poteva costare carissimo a S.A., centrato in pieno viso dall’oggetto in legno e costretto a ricorrere alle cure dei medici in servizio al pronto soccorso. A scatenare il caos all’interno del nosocomio di via Montedoro - secondo la successiva denuncia presentata alle forze dell’ordine - un attivista del Pro-Maresca, il comitato civico che da circa un anno occupa abusivamente il quarto piano della struttura sanitaria per scongiurare il rischio-chiusura per l’ospedale di Torre del Greco. Proprio l’incubo che il trasferimento in corso fosse un’avvisaglia dell’attuazione del piano di dimensionamento sanitario approvato dalla Regione Campania - in realtà i dipendenti stavano lasciando il reparto perché eccessivamente freddo, a causa di un guasto alla caldaia - ha fatto scattare l’aggressione: prima gli insulti, poi il folle gesto del lancio del crocifisso. Un gesto che ha riacceso le polemiche sulla sicurezza all’interno dell’ospedale Maresca, legata alla presenza non autorizzata degli esponenti del comitato civico nato a difesa del diritto alla salute all’ombra del Vesuvio: «La misura è colma - tuona il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud, Maurizio D’Amora - Non bastasse la presenza permanente dei manifestanti, tollerata perché eravamo certi che l’iniziativa fosse portata avanti per garantire il bene della struttura sanitaria, adesso siamo costretti a fronteggiare insopportabili e intollerabili atti di violenza. Sull’episodio, le forze dell’ordine dovranno fare piena luce».
Un episodio che getta più di un’ombra sul comitato civico Pro-Maresca: «Azion come l’aggressione ai danni del dipendente dell’ospedale - afferma in una nota il segretario generale della Cisl funzione pubblica di Napoli, Salvatore Altieri - sono da condannare in maniera ferma e assoluta». Senza fare, tuttavia, di tutt’erba un fascio: «Piena solidarietà al collega e amico S.A. - puntualizza il sindacalista - ma che nessuno tenti di criminalizzare un movimento, quello del comitato Pro-Maresca, perché queste azioni di violenza non appartengono al lavoro svolto dal gruppo di cittadini a difesa del diritto alla salute, ma sono da imputare esclusivamente alle intemperanze di un singolo».
ALBERTO DORTUCCI
twitter @a_dortucci
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