Tredicenne con malattia rara, appello al ministro Carfagna

La madre: “Aiuti concreti per l’assistenza e la somministrazione di farmaci”

11/03/2010 -

La madre di una ragazzina disabile di 13 anni, con tetraparesi spastica e cerebropatia postanossica, lancia un appello al ministro alle Pari Opportunità, Mara Carfagna, ed all'assessore regionale al ramo, Alfonsina De Felice, per poter ricevere un aiuto concreto per l'assistenza e la somministrazione di medicinali di cui ha bisogno sua figlia. La donna, Teresa Viscovo, vive a Volla (Napoli), insieme con il marito, un operaio, Adriana, la figlia disabile, altri due bambini di 13 mesi ed otto anni, e gli anziani genitori. Sei anni fa, spiega la donna, l'Asl ha decretato l'ospedalizzazione domiciliare della ragazzina, e la conseguente spesa sanitaria per l'acquisto di alimenti, farmaci e assistenza domiciliare. "Ma solo per un breve periodo abbiamo ricevuto gli alimenti - racconta Teresa - e da tre mesi i farmaci, tutti non prescrivibili, li acquistiamo noi. Siamo ormai disperati. Mio padre non è autosufficiente, e necessita di cure, mia madre è anziana e mi aiuta quel poco che può, ho altri due bambini da accudire, e Adriana necessita di tutte le attenzioni possibili, essendo costretta a letto e non avendo grandi possibilità di comunicare con gli altri".

La 13enne, secondo quanto racconta
la donna, necessita di continue cure, ed ha bisogno di essere alimentata tramite un sondino collegato allo stomaco: "La mia bambina soffre anche di esofagite da reflusso - aggiunge - e non possiamo alimentarla che con gli omogeneizzati. Il mio tempo è tutto dedicato a lei: rubo qualche momento solo per andare a fare la spesa. E' per questo che mi rivolgo a due donne, il ministro Carfagna e l'assessore De Felice, per aiutare una madre che versa in enorme difficoltà, e per cui non ci sono pari opportunità". Ad aiutare Teresa, per quattro ore a settimana, arriva un'assistente domiciliare messa a disposizione dal comune di Volla, ed un infermiere specializzato dodici volte al mese. "Se mia figlia fosse ricoverata - conclude la donna - le spese sanitarie riguarderebbero anche il cibo ed i farmaci. Perché, pur avendo un decreto in tal senso non viene rispettato?".

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