Ucciso sotto gli occhi della fidanzata, catturati i due killer di Carlo

dall'archivio storico di Metropolis

Un identikit ricostruito seguendo le indicazioni di Carmela, la fidanzata di Carlo Cannavacciuolo che ha visto morire sotto i suoi occhi il veterinario 27enne di Santa Maria la Carità, colpito al cuore nella notte tra venerdì e sabato scorso, da chi avrebbe potuto rubargli tutt’al più il cellulare e qualche banconota. Un identikit tanto, troppo, simile a quello tracciato da un’altra vittima di una rapina consumata in una zona periferica di Gragnano, neanche mezz’ora prima del colpo finito nel sangue a via Ponticelli a Santa Maria la Carità.

Un identikit che è stato nelle mani dei carabinieri della Compagnia di Castellammare, guidata dal capitano Gennaro Cassese, che hanno indagato senza sosta per cinque giorni e cinque notti dall’omicidio di Carlo Cannavacciuolo per dare un nome e un volto al killer e al suo complice. Quell’identikit è stato uno dei tasselli dell’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e che ha portato alle prime luci di ieri al fermo di due giovani pregiudicati di Pimonte sui quali ora pendono le pesanti accuse di omicidio, concorso in omicidio e tentata rapina.

Si tratta di Violanto Petrucci, 26 anni, e Ciro Afeltra, 29 anni, entrambi con una lunga sfilza di precedenti penali per reati contro il patrimonio e spaccio di droga. Fino ad ora ladri e pusher. Da quella maledetta notte tra il 4 e il 5 novembre si sarebbero trasformati in complici di un omicidio che ha profondamente scosso l’intera comunità di Santa Maria la Carità e tutti i comuni del comprensorio. La scorsa notte i carabinieri sono piombati nelle abitazioni dei due pregiudicati nella piccola Pimonte, in cima ai monti Lattari.

Sia Violanto Petrucci, sia Ciro Afeltra sono stati sottoposti all’esame dello stube, utile a verificare la presenza di polvere da sparo su di loro. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori ad esplodere i due colpi di pistola sarebbe stato il 26enne Petrucci. Un proiettile ha colpito alla spalla il giovane Carlo, l’altro lo ha centrato in petto ed è stato fatale.

I due fermati hanno fornito un alibi inconsistente. Hanno raccontato, spesso contraddicendosi tra di loro, che quella notte sarebbero stati in giro in auto tra Pompei e Scafati insieme a due amiche. Le due giovani, che sono sorelle, hanno però smentito la circostanza. A casa dei due pregiudicati di Pimonte sono stati sequestrati una serie di indumenti.

Nella camera da letto di Petrucci i carabinieri hanno trovato anche una confezione di guanti di lattice, usati per non lasciare impronte digitali durante le rapine. Dalle analisi scientifiche del Ris si capirà se su quegli abiti ci sono tracce di polvere da sparo o, comunque, qualche indizio che possa “inchiodare” Petrucci e Afeltra al luogo dell’omicidio, un viottolo di campagna nella stretta via Ponticelli. Posto da sempre meta preferita dalle coppiette in cerca d’intimità.

Carlo era andato lì insieme a Carmela dopo una serata trascorsa a festeggiare il suo onomastico. Ma c’era chi li aveva presi di mira. Intorno a mezzanotte due banditi, a volto coperto, hanno violentemente battuto ai finestrini, intimando alla coppia di scendere e dare tutto quello che avevano. Forse la stessa automobile. Uno dei due impugnava una pistola. Carlo ha ingranato la retromarcia della sua Panda blu e ha cercato di allontanarsi. La reazione ha scatenato un rapinatore che ha esploso due colpi.

Carlo è morto all’istante, i due malviventi sono scappati. A piedi. Almeno fino a raggiungere il mezzo con cui erano arrivati a Santa Maria la Carità per compiere la rapina. Le indagini  hanno ricostruito il percorso compiuto dai due banditi. La zona in cui è avvenuto il delitto è periferica, nonostante disti poche centinaia di metri dalla piazza di Santa Maria. Dallo stesso viottolo dove Carlo è morto si vede bene la cupola della chiesa centrale. Eppure quella è una stradina stretta e isolata, costellata di villette e campi coltivati. Per arrivare lì e scappare senza correre il rischio di essere visti non ci si può muovere che a piedi. Anche in sella a uno scooter si può rimanere incastrati se arriva un’auto in direzione contraria.

I carabinieri hanno acquisito le immagini di tutte le telecamere della zona: sia quelle dell’impianto di videosorveglianza comunale, sia quelle piazzate all’ingresso delle abitazioni. Le indagini si sono concentrate su pregiudicati  della zona, perché Carmela aveva riferito che i banditi avevano una forte cadenza napoletana. Imilitari hanno setacciato tutta la zona da Torre a Castellammare, passando per Scafati, Boscoreale e i Lattari. Per fermarsi a Pimonte, dove sono stati fermati Petrucci e Afeltra. Oggi si capirà se le prove a loro carico trasformeranno il fermo giudiziario in arresto.

ALESSANDRA STAIANO e GAETANO ANGELLOTTI

10-11-2011 11:34:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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