Usura, all'associazione antiracket 80 denunce in appena 15 giorni

L'allarme di Frosi: "Disoccupati e anziani nella morsa della camorra"

TORRE ANNUNZIATA (NAPOLI) - 12/03/2010 -

“Nell’area di Torre Annunziata e dei comuni limitrofi abbiamo censito, nelle ultime due settimane, almeno 80 imprenditori che si sono rivolti a noi perché vittime dell’usura”. E’ un dato che pesa come un macigno quello che, con aria seria e preoccupata Amleto Frosi snocciola davanti alle telecamere di Metropolis Tg. Il presidente della Casa della Solidarietà, infatti, lancia un allarme sull’esplosione dei fenomeni di usura. Sono decine, secondo il referente delle associazioni antiracket, i cittadini che si rivolgono all’associazione per chiedere aiuto dopo essere finiti nelle maglie dei “cravattari”.

“Se questo viene considerato come la punta di un iceberg, raffrontato ai periodi dello scorso anno, ci dà la sensazione di un fenomeno in clamorosa espansione” dichiara Frosi che aggiunge: “Ci troviamo di fronte a nuove povertà, a gente che non sa cosa mettere nel piatto. Non possiamo più parlare di crisi economica, ma quasi di crisi esistenziale”.

Secondo Frosi, inoltre, è necessario soprattutto chiedere alle vittime dell’usura di superare quella soglia di sofferenza e di umiliazione per rivolgersi alle forze dell’ordine: “L’appello che si lancia, soprattutto alle persone vittima di usura, è di denunciare. Immediatamente, senza aspettare il tracollo anche psicologico e della propria dignità. E soprattutto di non farlo da soli, ma servendosi delle forze dell’ordine o della Casa della Solidarietà. Denunciare è l’unico vantaggio che c’è” conferma Amleto Frosi.

Chiara anche la matrice di questi fenomeni, aumentati nel momenti in cui le forze dell’ordine hanno stretto d’assedio le piazze di spaccio.

Con la scomparsa dei pusher della strade, si è resa necessaria una “riqualificazione” delle attività illecite. Ed allora, complice
la crisi economica che sta attanagliando soprattutto i territorio vesuviani, è stato più facile il contatto con esponenti della criminalità organizzata in possesso di soldi sporchi da far girare e riciclare. “Sicuramente – conferma Frosi – per una buona percentuale, che si avvicina al 70%, è tutta riconducibile a settori della criminalità organizzata, nulla togliendo a posizioni singole a quelle che scolasticamente si chiamano casi di usura domestica, ma che come spesso le indagini hanno dimostrato finiscono sempre per avere un riferimento alle associazioni criminali. Le uniche in grado di far circolare tanti soldi e da avere la necessità di riciclarli in fretta”. Un allarme quello lanciato da Amleto Frosi che pone anche inquietanti interrogativi sulla possibile infiltrazione della criminalità organizzata in attività imprenditoriali. Le indagini, infatti, hanno sempre dimostrato che il passo successivo all’usura è quello di entrare nelle attività commerciali e imprenditoriali. Un esproprio che mette la camorra a contatto con le forze vive dell’imprenditoria che, in difficoltà, chiedono soldi per sopravvivere. Non rendendosi conto, poi, che il prezzo da pagare diventa salatissimo: la perdita del controllo delle società e delle attività, la cessione in toto ai clan dei propri beni.

VINCENZO LAMBERTI
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peppe riso - 12/03/2010 11:01:50 ... Non piegatevi, denunciate queste carogne, mandatele in galera!
 
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