|
Teatro, a Potenza in scena la tragedia ferroviaria del 1944
05/05/2010 -
Tante storie personali, unite in un lungo mosaico per raccontare e ricordare sul palcoscenico un'unica, tragica, storia collettiva, quella del disastro ferroviario avvenuto nella notte fra il 2 e il 3 marzo 1944, quando circa 600 persone morirono sul treno 8017 nella galleria "delle Armi" di Balvano (Potenza). E' una sequenza di "flashback" quella che la compagnia del "Teatro minimo di Basilicata", con la regia di Dino Becagli (che ha curato anche la drammatizzazione della vicenda e guida gli spettatori lungo il copione) ha portato sul palcoscenico del teatro "Stabile" per lo spettacolo "Dal treno dell'oblio": gli immaginari racconti delle vittime, radicati però nella cronaca degli eventi, si sono susseguiti per ricostruire una vicenda che per decenni è stata relegata nel dimenticatoio della Storia. Quella del treno 8017, partito da Battipaglia (Salerno) e diretto a Potenza, che con i suoi fumi ha soffocato centinaia di passeggeri. Nei due atti della rappresentazione teatrale, il peggiore disastro ferroviario della storia italiana viene ricostruito con le parole di personaggi diversi tra di loro - il militare di ritorno dall'armistizio dell'8 settembre, la donna coinvolta nei traffici della "borsa nera" o il promesso sposo che a Napoli ha acquistato l'abito bianco per la futura moglie - ma uniti da un unico destino, da una voce narrante che accosta i pezzi del mosaico e da una dolce e struggente ninna nanna dialettale che culla il sonno delle vittime.
Alla prima dello spettacolo ha assistito la figlia di una donna campana morta nella sciagura ma il cui nome, Anna Orbino, non fu riportato neanche nell'elenco ufficiale delle vittime: l'emozione con cui ha assistito e partecipato al monologo dell'attrice che rievocava la figura della madre si è trasmessa agli spettatori. Il quadro offerto a questi ultimi è quello della tragedia. Una tragedia che dopo quel 3 marzo è finita nell'oblio, e che oggi ritorna dal fumo del passato. E che si chiude con l'amara considerazione sulla mancanza di una targa che, nella stazione di Balvano, possa restituire all'8017 l'onore della memoria.
|
Visualizza l'Archivio Cultura

|
|
|
|


|