Draghi, indagine sui conti correnti: per un terzo più salati della media

Il governatore della Banca d'Italia presenta il rilevamento a Napoli

NAPOLI - 13/02/2010 -

Le commissioni sui conti correnti bancari hanno visto una riduzione in media ma "per circa un terzo dei casi l'onere è invece aumentato" con "una forte differenziazione" fra i diversi istituti di credito. E' quanto afferma il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nel suo intervento al Forex di Napoli citando i dati dell'indagine di Via Nazionale presso oltre 500 banche, rappresentative di circa l'80% dei conti correnti offerti alla clientela. Draghi spiega come l'indagine, trasmessa al Ministero dell'Economia cui le nuove norme hanno attribuito la vigilanza sulle commissioni bancarie, "sono disponibili da oggi sul sito internet della banca".

Secondo il documento di Via Nazionale "le variazioni contrattuali introdotte dalle banche a seguito degli interventi normativi hanno comportato, in media, una diminuzione degli oneri per commissioni, sia per i conti non affidati sia, soprattutto, per i conti affidati (con o senza fido); peraltro, in un numero non ridotto di casi il passaggio dalla vecchia alla nuova struttura commissionale ha prodotto un peggioramento delle condizioni per la clientela". Nel complesso "i benefici netti per i correntisti potrebbero essere inferiori a quelli stimati se compensati da incrementi nei tassi d'interesse e nelle voci generali di costo del conto corrente. Soprattutto per i conti non affidati, per i quali la legge ha sancito la nullità della commissione di massimo scoperto, la varietà di commissioni introdotte in sua sostituzione ha ridotto il grado di comparabilità del costo dello scoperto di conto". Considerando le segnalazioni delle singole banche, - si spiega - si osserva che in un numero non ridotto di casi il passaggio dalle vecchie alla nuove previsioni contrattuali ha prodotto un peggioramento delle condizioni per la clientela. Ciò è vero, in particolare, per i conti non affidati delle famiglie: in media si registra nei diversi scenari un peggioramento delle condizioni nel 29% dei casi; in uno scenario contraddistinto da uno scoperto di importo contenuto (300 euro) per una durata prolungata (30 giorni), nei tre quarti dei casi si osserva un peggioramento.

Nel caso dei conti affidati delle imprese i casi di peggioramento sono meno frequenti (12% in
media). Le poche banche che, già a fine 2008, non applicavano la commissione di massimo scoperto segnalano condizioni tendenzialmente stabili sui conti non affidati, mentre l'introduzione di commissioni per la messa a disposizione di fondi sui conti affidati ha determinato un incremento degli oneri mediamente nel 30% dei casi. Bankitalia ricorda il 'percorso' che ha portato a questa rilevazione sulle banche: la legge n. 2 del 28 gennaio 2009 ha vietato la commissione di massimo scoperto sui conti correnti non affidati e ne ha disciplinato l'applicazione sui conti affidati, offrendo la possibilità di prevedere, in quest'ultimo caso, un corrispettivo per la messa a disposizione dei fondi. Tali interventi hanno indotto le banche a modificare le condizioni contrattuali riferite ai conti correnti affidati e agli scoperti di conto. Nel corso degli ultimi mesi, numerose segnalazioni, provenienti dalla stampa e dalle associazioni di categoria, hanno sottolineato che l'applicazione degli oneri sostitutivi della commissione di massimo scoperto non sarebbe stata sempre in linea con la ratio dell'intervento legislativo. In particolare, la spesa complessiva generata da tali commissioni sarebbe risultata, in alcuni casi, superiore a quella sostenuta dalla clientela prima dell'intervento. Quindi per valutare i cambiamenti nelle condizioni offerte, lo scorso settembre la Banca d'Italia ha avviato una rilevazione presso il sistema bancario con l'obiettivo di identificare le tipologie di spese e commissioni (diverse dagli interessi) applicate dagli intermediari, in particolare quelle introdotte in sostituzione della commissione e comparare l'onerosità delle commissioni attuali con la situazione precedente le modifiche normative. Al questionario - si informa - hanno risposto 514 banche, rappresentative dell'82% dei conti correnti offerti alla clientela.

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