Mercato immobiliare, prezzi in calo, mercato aspetta ripresa

Le riduzioni maggiori a Firenze e Vanezia. Persi 2mila posti di lavoro

30/03/2010 -

Il mercato immobiliare italiano, per risollevarsi, è in attesa della ripresa economica annunciata per il 2011. Per ora infatti - secondo il rapporto dell'osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma - continua il calo dei prezzi delle abitazioni cominciato nella seconda metà del 2008, in seguito all'accentuarsi della crisi. Nel 2009 i prezzi sono calati in media dello 0,7% rispetto all'anno precedente, con una contrazione più intensa nelle grandi città (-4,1%) e di poco inferiore in quelle intermedie (-3,7%). Per il 2010 si prevede un calo medio attorno all'1% ma ci si attende una lieve ripresa dei prezzi per il 2011, quando è attesa anche una crescita dell'economia. Tra le grandi città, quelle che nel 2009 hanno registrato una variazione annuale più consistente dei prezzi medi delle abitazioni nuove o ristrutturate sono state Firenze (-5,9%) e Venezia (-5,6%), seguite da Milano, Bologna e Padova (-5,2%). Le riduzioni minori a Cagliari (-1,4%) e Bari (-1,5%). A Roma i prezzi sono calati in media del 2%. Il dato più rilevante sulla crisi del mercato immobiliare - ha sottolineato il presidente di Nomisma Gualtiero Tamburini - riguarda però il calo delle compravendite, crollate negli ultimi due anni da 850 mila alle attuali 600 mila. Oggi il mercato immobiliare italiano vale 109 miliardi (91 per le abitazioni e 18 per gli immobili non residenziali) contro un dato corrispondente di 154 miliardi del 2007, con una contrazione del valore delle compravendite del 18,1% e una perdita di circa 45 miliardi.

In calo anche gli investimenti (-10 miliardi) con una perdita di 200 mila
posti di lavoro, 150 mila nelle costruzioni e 50 mila nei servizi immobiliari. La situazione è diversa per gli immobili di qualità, per cui la domanda c'é anche in periodo di crisi, anzi: nel 2009 il 17% di chi ha acquistato il mattone di lusso lo ha fatto per realizzare un investimento sicuro (contro l'11-12% del 2008). Alla contrazione delle compravendite corrisponde una flessione della erogazione dei mutui, stimata nel 2008 in un -13%, che equivarrebbe a 7.600 milioni di euro in meno rispetto alle erogazioni del 2008. Secondo Nomisma, il 18% delle famiglie che hanno un mutuo afferma di avere avuto difficoltà nel far fronte ai pagamenti negli ultimi 12 mesi, ma le famiglie con un mutuo mostrano anche una situazione nel complesso meno problematica rispetto a quelle indebitate a breve. Anche perché le banche tendono ad aumentare gli interventi di ristrutturazione dei debiti. Sul fronte dei fondi immobiliari, (fine 2009) il patrimonio netto ammonta a 27 miliardi di euro e la capitalizzazione delle società immobiliari quotate è risalita a poco meno di 3 miliardi di euro dopo avere toccato il minimo a marzo 2009. Cifra comunque molto distante dagli 11 miliardi di inizio 2007.

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