Turismo, tra Cral e dopolavoro un fatturato da un miliardo e mezzo

Indagine Isnart presentata nel corso della Btsa a Viterbo

08/03/2010 -

Sono oltre 800 mila i vacanzieri che hanno prenotato la propria vacanza attraverso il circuito sociale ed associato nel 2009 per un numero di vacanze effettuate pari ad 1 milione e 126 mila e un fatturato di 727,3 milioni di euro. Una cifra, però, che va quanto meno raddoppiata considerato che questi turisti effettuano in media 2,3 soggiorni l'anno. Ciò vale a dire che il fatturato generato dal turismo sociale e associato in Italia deve attestarsi nel suo totale su almeno 1 miliardo e mezzo di euro. E' quanto emerge da una indagine condotta dall'Isnart (Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche) in collaborazione con l'Osservatorio permanente costituito in ambito BTSA (Borsa turismo sociale associato), con il sistema CATI e un questionario ad hoc, composto da 45 domande. Le interviste sono state effettuate in due periodi dell'anno, nel mese di luglio 2009 e nel mese di gennaio 2010 e sono state condotte dalla società GFK-Eurisko. Lo studio riguarda il mondo dei viaggi e delle vacanze organizzati dai circuiti dei Cral aziendali, dei dopolavoro, delle parrocchie e organizzazioni religiose, delle scuole, dei circoli culturali e sportivi e dei comuni di residenza. Esso rivela che questi volumi di domanda turistica e di spesa hanno coinvolto, dal punto di vista dell'offerta ricettiva, quasi 6.400 strutture pari al 9,3% del totale nazionale. Tra queste, quelle più utilizzate sono le case per ferie (28%) e gli ostelli per la gioventù (22,4%), seguite dai villaggi turistici (15%) e dagli alberghi (15,5%) soprattutto di categoria superiore (20,4% nei 4 stelle e 17,3% nei 5 stelle) a dimostrazione che parlare, per questa particolare tipologia, di turismo povero, è improprio. A livello nazionale le associazioni sportive (5,2%) e quelle culturali (4,7%) sono le tipologie più diffuse, seguite dai Cral aziendali (3%) e dalle scuole (2,7%).

Altro dato significativo è quello che evidenzia come i Cral aziendali e le associazioni culturali siano i soggetti più importanti
attraverso i quali passa la quota maggiore sia di vacanzieri italiani che di vacanze effettuate. Al mondo delle imprese è legato, infatti, il 28,8% delle vacanze principali prenotate nel 2009 mentre la rete delle associazioni culturali ne ha veicolate il 21,7%. Le parrocchie si attestano sul 18,6%, le associazioni sportive sul 5,8% e assumono rilevanza i comuni con il 9,7% delle vacanze effettuate. Le città d'arte con quasi il 42% sono quelle preferite, seguite dalle località balneari (28,6%) e montane (14,8%). Il 39,7% delle vacanze sono state effettuate all'estero e il 60,3% in Italia. Alle prime hanno contribuito in maniera prevalente le scuole e le associazioni culturali, mentre i maggiori fruitori di vacanze entro i confini nazionali sono stati coloro i quali si sono affidati alle associazioni sportive e ai comuni. All'estero le mete più gettonate sono state la Francia, seguita da Gerusalemme, la Giordania, l'Egitto archeologico e la Grecia. In Italia prevalgono la Toscana, il Trentino e il Lazio. I Cral hanno come meta principale la Sardegna. L'identikit del vacanziere italiano che prenota tramite i Cral, circa il 20,5% del totale, evidenzia che la fascia di età più rappresentata è quella degli over 65 con il 34,5% dei casi. Nella maggior parte (52,3%) si tratta di pensionati oppure di impiegati (35,5%). La scolarità risulta essere medio-bassa: il 65,5% ha un titolo di scuola media superiore e il 15,6% di media inferiore. Le motivazioni principali del viaggio sono legate alle bellezze naturali del luogo ma le scelte avvengono anche in base alla convenienza dei prezzi (11,5%) e alla vicinanza (10,9%).

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