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Torre Annunziata, si torna a sparare: un morto e un ferito
Ucciso Antonio Iapicca, autista dei taxi collettivi: ferito l'uomo che era al bar con lui
di RAFFAELE SCHETTINO
TORRE ANNUNZIATA
L'inferno esplode in piazza Imbriani, nella zona sud di Torre Annunziata, tra i tavolini di un bar e i giardinetti di un albergo. Un uomo e' riverso in una pozza di sangue, e' il fratello di Giovanni Iapicca, alias «rangitiello», killer dei Gionta, arrestato dopo il massacro di via Murat nel quale furono trucidati due pusher dei Cavalieri. Un'altra persona viene trasportata al pronto soccorso dell'ospedale di Boscotrecase. Sul posto gli agenti della squadra investigativa del commissariato di polizia e i segni di gesso attorno alle tracce della pioggia di piombo.
E' l'ennesimo raid di camorra, che segue quello di sabato scorso, nel quale era stato ferito un pusher di 22 anni al Piano Napoli, il rione della droga di Boscoreale distante più o meno un chilometro in linea d'aria.
L'uomo massacrato dai killer e' Antonio Iapicca, 48 anni, autista dei multi-taxi bianchi che girano in citta', quello ferito e' Gennaro Dentice, 40 anni. Lui e' fuori pericolo, colpito alla gamba destra. Ovviamente, il suo racconto sara' determinante per le indagini, anche se per ora, sotto choc, ha dichiarato di non aver visto molto.
Nessuno dei due, secondo gli investigatori, risulta arruolato nelle fila dei clan torresi o boschesi, nonostante la parentela «eccellente» della vittima. Questo, ovviamente, non cancella la matrice camorristica e il fatto che entrambi fossero finiti nel giro degli affari illeciti.
Dinamica e ferocia, infatti, sono marchi di fabbrica dei sicari della malavita organizzata, ed e' evidente che sia stata una sentenza di morte plateale, un messaggio chiaro.
I killer, forse due, sono entrati in azione quando le vittima si è seduta al tavolino del bar per consumare un caffè. I killer l'avevano seguita ed hanno atteso sulla moto il momento migliore per agire. Quando Antonio Iapicca si e' accorto di essere nel mirino dei suoi boia era gia' troppo tardi.
Iapicca era entrato nella cooperativa di multi-taxy che ha regolarizzato i pulmini abusivi sottoscrivendo una ventina di licenze comunali. In passato era considerato vicino agli ambienti della droga, ma poi, dicono gli investigatori, sembrava essersi smarcato del tutto.
Ovviamente restano in piedi tutte le piste, cosi' come conferma il capo della squadra investigativa, Vincenzo Senatore. Dalla vendetta, allo sgarro. L'unica certezza resta la matrice camorristica.
27/07/2012
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