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Berlusconi tra proteste e rifiuti: "In 3 anni sconfiggo la camorra"
Il Premier: “Sono qui per liberarvi dalla sinistra. Caldoro è l’uomo giusto”
NAPOLI -
18/03/2010 -
Quando il Cavaliere atterra a Capodichino ritrova quella Napoli che lui stesso sperava di aver cancellato due anni fa. Spazzatura per le strade, protesta nei siti di raccolta e operai stanchi del precariato. E’ una giornata lunga e quando il 4 aprile del 2008 se n’era andato con le braccia alte in segno di vittoria, non avrebbe mai immaginato di ritornare negli stessi incubi e tra le stesse proteste. Due anni fa c’erano 15mila “fans” a piazza del Plebiscito e pioveva alla vigilia delle Politiche, ieri non pioveva, eppure il sorriso del premier era forzato. Nemmeno la gente era la stessa, tanto che il Pd gongola (“ha presentato il patto del fare tra sedie vuote”, ha detto Amendola). “La Campania non sarà più un feudo rosso”, aveva detto. E all’improvviso riscopre una regione maledettamente in bilico, tra gli ultimi sondaggi che davano Vincenzo De Luca in ripresa. Tenta il colpo ad effetto e al comizio alla Mostra d’Oltremare sceglie come argomento d’apertura la lotta alle mafie: “Il nostro prossimo obiettivo è sconfiggere entro i prossimi tre anni la mafia, la camorra e la ‘ndragheta”, dice. Poi dal pubblico si alzano scritte di protesta e il premier apre una parentesi visibilmente seccato: “per cortesia abbassate questi cartelli. E’ un fatto di civiltà e democrazia”. Uno però lo legge. “Leggo: «Silvio, liberaci dai comunisti», beh, siamo qui per questo” Nel feudo rosso il Pdl punta su due nomi. Il ministro Mara Carfagna “merita i miei complimenti, è bella, intelligente, ed è anche una donna con le palle”. Stefano Caldoro, invece, “lo conosco da anni e ha tante qualità”. Anzi: “Mai, in nessuna occasione ho potuto notare in lui incertezze, differenze rispetto al mio modo di vedere, mai ho avuto delusioni dal suo operato. E’ uno dei migliori ministri e collaboratori che io abbia mai avuto e sarà una grande guida per la Campania”. Dalla Campania ai temi nazionali, il passo è breve. “I tempi della campagna elettorale sono dettati da una magistratura politicizzata e amica della sinistra. Avete mai letto su un giornale i risultati di questo governo e le critiche al malgoverno della sinistra? Purtroppo no”. E sul tema delle trasmissioni televisive: “Le cose che ho detto sono lecite e doverose perché considero del tutto inaccettabile che il signor Santoro facesse processi in tv a persone già sotto processo senza dar loro la possibilità di difendersi. Ho detto che se si andava avanti nessun italiano avrebbe pagato più il canone Rai”. E’ una raffica di accuse alla sinistra e alla magistratura: “Per la sinistra la democrazia non è un confronto ma è scendere in campo da soli e con l’aiuto di un arbitro amico lasciare l’altra squadra negli spogliatoi. Nel ‘94 i magistrati hanno fatto fuori tutti i partiti democratici. Se non fossimo scesi in campo noi i comunisti avrebbero preso l’82% dei seggi”. Anche la classifica dei paperoni del mondo diventa una sponda per le bordate: “Se io sono Paperone loro sono la
banda Bassotti. Noi non abbiamo bisogno di soldi e quando il finanziamento pubblico per i partiti non basta qui c’è Pantalone. Anzi come mi hanno chiamato in questi giorni, Paperone...”. Loro, invece, “gettano fango sopra a un vero miracolo come quello di L’Aquila, e su veri e propri eroi, come Bertolaso. Tutto ciò è vergognoso”. Come le intercettazioni, aggiunge. “La sinistra vorrebbe che i Pm spiassero tutto e tutti a tempo pieno, in modo che ognuno sia intercettato. Alzi la mano chi di voi non ha il sospetto di essere intercettato”, poi fa una battuta: “Ecco c’è una mano alzata, ma evidentemente quella persona non ha il telefono”. Insomma, chiede ai suoi fans: “Vi sembra questo un Paese libero e democratico se é a rischio uno dei nostri primi diritti e cioé quello della privacy?”. Poi torna sul voto regionale ma resta attaccato alle accuse alla sinistra (“che vorrebbe frontiere spalancate, che vorrebbe attraverso gli immigrati cambiare la bilancia elettorale a suo favore”, dice): “L’astensione favorisce sempre la sinistra. Non solo, i voti dati ai piccoli partiti, che non conteranno mai niente in consiglio regionale è un voto dato alla sinistra”. Andare al voto è una missione: “Voi dovete essere missionari della libertà, della verità”, conclude il premier, “dovete raccontare la verità, quello che abbiamo fatto, la sostanza delle cose”. (ga.sc)
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