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Bufera nel Pdl campano. L’ombra della Nuova P2, “Minate le istituzioni”
Il silenzio di Caldoro, l’affondo di Bocchino: “Sica si dimetta”
10/07/2010 -
Un dossier con false notizie sul conto di Stefano Caldoro per bloccarne l’ascena e per infangare il nome dell’ex ministro socialista che aveva preso quota nella corsa alla candidatura da Governatore superando di slancio Nicola Cosentino e i suoi guai con la magistratura. E’ una spy story a tinte fosche quella è venuta alla luce dall’inchiesta che ha portato all’arresto di Flavio Carboni, un politico dell’avellinese, Pasquale Lombardi, e l’ex assessore (negli anni ‘90) al Comune di Napoli, Arcangelo Martino. Un’indagine nella quale comparso anche il nome di Ernesto Sica, assessore della giunta Caldoro, che viene sentito mentre parla con Martino della “bomba” che
uscirà sui giornali.
Il clima è di quelli glaciali, e dopo che Sica ha disertato la riunione di giunta di venerdì scorso, l’imbarazzo cresce ora dopo ora.
Ieri, il presidente della Giunta regionale della Campania, al lavoro nel suo ufficio a Palazzo Santa Lucia, ha confidato ai suoi più stretti
collaboratori di essere amareggiato per le notizie di stampa sul complotto che si stava preparando ai suoi danni per impedirgli di candidarsi per il centrodestra al posto dell’allora candidato designato, il coordinatore regionale del Pdl, nonché sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino. Amareggiato e arrabbiato, anche se non al punto da perdere le staff e vomitare la sua ira pubblicamente. Il presidente ha deciso per ora di non commentare la vicenda, ma si è detto “fiducioso nel lavoro dei magistrati della procura di Roma che stanno indagando”.
Non parla Caldoro, ma parlano tutti gli altri big della politica campana, da destra a sinistra.
Italo Bocchino va diritto al cuore del problema e cancella diplomazia e preamboli: “La lettura delle 60 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Flavio Carboni e i suoi sodali è inquietante, al di là di eventuali aspetti penali di competenza della magistratura”, dice il vicecapogruppo Pdl alla Camera e presidente di Generazione Italia. “Il Pdl deve riflettere sullo spaccato che emerge e sarebbero opportune le immediate dimissioni dell’assessore regionale campano Ernesto Sica, che, mentre noi eravamo impegnati a far vincere il Pdl nella più grande regione del Sud, lavorava a costruire dossier contro l’adamantino Caldoro per conto di Cosentino e Carboni”. E ancora: “Berlusconi, che l’ha voluto assessore per motivi di amicizia personale, deve chiedergli immediate dimissioni, così come è opportuno un passo indietro da parte di Cosentino, anche lui attivo nell’operazione di distruzione dell’immagine dell’attuale governatore”, conclude Bocchino.
Altrettanto duro è l’intervento di Mario Landolfi, vice coordinatore vicario del PdL in Campania. “Sono pienamente d’accordo con il presidente Caldoro, cui esprimo incondizionata e fraterna solidarietà, quando afferma che la vicenda del falso dossier ai suoi danni non può essere e non deve essere sottovalutata. Gli elementi raccolti dagli inquirenti disegnano infatti uno spaccato torbido e inquietante che va immediatamente chiarito in ogni suo aspetto. In tal senso le dimissioni dell’assessore Sica, la cui nomina nella giunta regionale non mi pare possa essere attribuita al livello nazionale, costituiscono un vero e proprio atto dovuto. In caso contrario, sia Caldoro a revocarlo”.
Anche Enzo Amendola, segretario regionale del Pd, chiede chiarezza sulla vicenda. “L’indagine della Procura di Roma su un’associazione politico-affaristica, una nuova P2 con al vertice Flavio Carboni, getta una luce inquietante sul Pdl Campania. Emerge un quadro di affarismo tra politica e istituzioni che ha tentato di condizionare il voto in regione”. E allora: “Vogliamo un chiarimento dal presidente Caldoro, coinvolto direttamente nella vicenda. Ci interroghiamo sull’autonomia della politica del Pdl da settori e associazioni deviate che prediligono gli affari agli interessi generali. Vogliamo un ulteriore chiarimento sulla reale autonomia del gruppo dirigente del Pdl da queste lobby”, aggiunge Amendola. “Per questo chiediamo a Caldoro di mandare immediatamente fuori dalla giunta Ernesto Sica, oppure presenteremo noi una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore”. Dall’ordinanza e le intercettazioni pubblicate si evidenzia chiaramente l’influenza di questa “Nuova P2” sulla vita politica recente del Pdl. Emerge un quadro di lotte intestine tra Cosentino e Caldoro”, aggiunge Amendola, “con tentativi di depistaggio e diffamazione, che tentavano di condizionare sentenze e appalti con gli ideatori ai vertici del Pdl nazionale. Chiediamo a Caldoro di relazionare subito in aula su questa torbida vicenda che coinvolge il suo partito” conclude il segretario regionale Pd Campania.
Il leader dell’opposizione, Vincenzo De Luca, prima di chiarire la sua scelta di tornare a Salerno, commenta il dossier in poche parole: “Le responsabilità di Sica sono incompatibili con la sua presenza in giunta, è in ballo la dignità delle istituzioni. Quelle carte io le ho ricevute in maniera anonima prima e durante la campagna elettorale, ma non ne ho fatto uso, perché prima di tutto siamo uomini e a Caldoro va tutta la mia solidarietà”.
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